VERITA‘ E REALTA’: I TRUMP DI CASA NOSTRA

CONCETTI SEPARATI E AMORI DI POLITICI

18 Ottobre 2020 – Notizie su Donald Trum ci offrono sempre molti spunti di riflessione interessanti. In questo caso parliamo della notizia del suo ultimo litigio con Twitter, che ha bloccato l’account della sua portavoce perché stava condividendo notizie false sul figlio di Joe Biden. Ovviamente, per lui, questo è stato un affronto.

Parto da questo per affrontare due temi, la verità e la realtà.

Partiamo dalla prima. In Italia, il “buono” è diventato “buonismo”. Ho la sensazione che la verità stia diventando “Veritismo”. Un’altro valore positivo che prende un’accezione negativa. La ricerca della verità e la correzione della bugia vengono, da alcuni politici, considerate faziose.

Si creano, poi, delle realtà, alcune molto divertenti, per esempio i “Terrapiattisti”. Altre  invece preoccupanti e pericolose, come i “no vax” o i negazionismi del virus, i quali pretendono di far passare per verità notizie false.

Passando al tema della “realtà”, vorrei parlare di quelli che sono, secondo me, i due errori più comuni commessi nelle analisi politiche.

Il primo è quello di considerare vari aspetti separatamente, non con una visione di insieme.

Per esempio si analizza il sistema elettorale proporzionale. E’ il più democratico in quanto permette agli elettori di scegliere con più precisione i loro rappresentanti.

Poi si analizza quello che oggi si tende a chiamare “inciucio”. Si critica un politico per non aver mantenuto tutte le promesse fatte in campagna elettorale e di aver fatto accordi con altri partiti per governare.

Queste due analisi sono giustissime, prese separatamente. Ma in questo modo ci si scorda che il principio del sistema proporzionale è proprio quello di avere rappresentate in parlamento tante sfaccettature della volontà dei cittadini. Questo per evitare che il volere di una minoranza decida per tutto il paese. Tanti piccoli partiti, con questo sistema, sono costretti a cercare compromessi con altre forze per riuscire a raggiungere la maggioranza e governare.

Non si può volere il proporzionale e poi gridare all’inciucio.

Secondo errore sta nella personalizzazione della politica. Vi do subito un esempio, un aneddoto personale che descrive bene il concetto.

All’insediamento del primo governo Conte, Renzi, nel suo discorso, lo chiamò “collega”. Alla prima occasione, i giornalisti gli chiesero un commento e Conte rispose: “non mi risulta che Renzi sia un professore”.

Su Facebook ho comicniato a leggere centinaia di commenti entusiastici. “Grande Conte! Finalmente qualcuno che gli sa rispondere!” Io mi sono permessa di scrivere: “Scusate, ma quando Conte è andato al Quirinale a firmare quel foglio, stava facendo un autografo al Mattarella? No, stava firmando un documento che lo rendeva, da quel momento, Presidente del Consiglio, esattamente quello che era Renzi prima di lui. Quindi effettivamente sono colleghi”.

La prima risposta ricevuta è stata: “Scusa Beatrice, ma io non sarò mai per il governo Renzi”. Sono rimasta basita… Ma cosa c’entra il governo Renzi?

Questo succede con la personalizzazione della politica. Quello che dice e fa il politico che piace, è sempre giusto. Quello invece che dice e fa quello che non piace, è sempre sbagliato. E se osi criticare alcuni punti del politico che piace, vieni accusata con disprezzo di essere per l’altro. Questo impedisce qualsiasi possibilità di dibattere sulla realtà.

Le domande di oggi: 

  • Che rapporto avete con la Verità: stiamo davvero andando verso il “Veritismo?”
  • Cosa pensate delle analisi politiche? Sono sempre rappresentative della realtà?
  • Quanto conta l’opinione che avete di un politico sulla vostra analisi dei fatti?

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