TROPPO FREDDO PER SETTEMBRE – MAURIZIO DE GIOVANNI

01 Dicembre 2020 – I Gialli e i Thriller sono sempre stati considerati letteratura di serie B. Omaggiato all’ultimo premio Strega, Andrea Camilleri non è mai stato considerato all’altezza di vincerlo, nonostante l’indiscutibile talento e i suoi numerosissimi successi. Credo che anche in questo genere si trovino degli scrittori validi. De Giovanni e la serie Il Commissario Ricciardi lo è. Ma ha interrotto la serie per una nuova di qualità mediocre. Cosa è successo?

Le domande di oggi:

  • A voi piace questo genere? Quali sono i vostri autori o personaggi preferiti?
  • Perché viene considerato, a priori, di serie B?
  • Perché deve sempre vincere il profitto rispetto alla qualità?

01 Dicembre 2020 – Si, di solito parlo di saggistica. Oggi faccio un’eccezione. Questo è uno sfogo e un appello. Dov’è il commissario Ricciardi?

A me piacciono i gialli, i thriller. Sono semplici da leggere, rapidi, perfetti quando si vuole far passare un po’ di tempo senza doversi concentrare troppo.

Ci sono due categorie: quelli solo di trama, in cui basta la storia. Hanno un loro valore. E poi ci sono quelli che hanno anche una buona scrittura, una profondità nella ricerca e descrizione dei personaggi, delle atmosfere, delle storia. Ma non vinceranno mai un premio Strega.

Questo è un genere considerato di serie B, a prescindere dalla qualità dei suoi autori. C’è un certo snobismo intellettuale. Non è sorprendente. In questi contesti si ha sempre un po’ la puzza sotto il naso, e si cerca di mostrarsi superiori, nascondendo le proprie “debolezze”.

In inglese le chiamano i  “guilty pleasures”, letteralmente “piaceri colpevoli”, ovvero quelli di cui si è consapevoli essere non all’altezza dell’immagine che uno ha, o vuole dare, di sé.

Io non sono d’accordo nel mettere tutto nello stesso calderone. Infatti De Giovanni, secondo me, non è l’unico autore valido. In Italia ne abbiamo più d’uno.

Primo di tutti, ovviamente, Andrea Camilleri.

Interessante, quasi divertente, il tributo che gli è stato rivolto al Premio Strega 2020, considerando che questo autore, morto all’età di 94 anni, dopo aver pubblicato più di 100 libri, tradotti in 120 lingue, e aver inventato il personaggio di Montalbano, protagonista anche di una serie televisiva che definire “di successo” è davvero riduttivo, in tutti questi anni non è mai stato considerato all’altezza di vincerlo.

Senza volerli paragonare al Maestro, ne vorrei citare altri italiani: Antonio Manzini, Marco Malvaldi, Gianrico Carofigio.

Tutto questo per tornare a De Giovanni. L’ho conosciuto con la serie dei “Bastardi di Pizzofalcone”, titolo accattivante, mi aveva incuriosito. I personaggi sono complessi, interessanti, alcuni molto divertenti (vedi Marco Aragona, che potrebbe sembrare una macchietta, ma che alla, pure lui, ha una profondità inaspettata).

Da lì sono passata alla serie di Ricciardi e mi sono innamorata. Consiglio questa lettura anche a chi, magari, non è di solito attratto dal genere.

I personaggi sono complessi, profondi, atmosfere piene di poesia, storie sempre interessanti.

De Giovanni decide di interrompere la serie, e se ne esce con Settembre. Personaggi banali, battute ripetute e inutili, storie poco interessanti. Perché? Forse perché è più facile e più rapido da scrivere? Conta più il numero della qualità dei libri per poter guadagnare? Ma in questo caso, la qualità vendeva, e molto. Allora perché questa discesa vertiginosa verso la mediocrità?

Da qui nasce il mio appello: Ridatemi il commissario Ricciardi, per favore!

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