TAGLIO DEI PARLAMENTARI: E ALLORA…?

COSA CAMBIERA’ DAVVERO?

16 Settembre 2020 – Comincio dicendo che, secondo me, è satata una colossale perdita di tempo e di denaro.

Va detto che è sempre bello quando ci si chiede di andare a dire cosa pensiamo, cosa vogliamo, partecipare a decisioni per il nostro paese.

Ma questa volta davvero non ne capisco il senso. Questo referendum parte da una sfiducia generale nei confronti della nostra classe politica. Ma è davvero il numero il problema, o la qualità?

E’ satato Il Movimento 5 Stelle portare avanti questa battaglia, e gioire per questa vittoria. Però, va detto, nel movimento non ho mai sentito parlare di “competenza” quando scelgono i loro candidati. Sono andati fieri di persone arrivate dal basso. Va bene… però lì c’è da fare un lavoro serio. Davvero chiunque può legiferare e governare?

Il problema della competenza in politica è sempre complesso. Bisogna assicurarsi che i rappresentanti di tutte le categorie possano partecipare. Però rimane che il lavoro da fare è difficile e non possono farlo tutti.

Ma diciamolo, il problema più grande che abbiamo è quello dell’onestà. I vecchi politici sono terribili, questi nuovi sono meglio. Forse io sono particolarmente cinica, però mi dico anche che “l’occasione fa l’uomo ladro”. Per cui bisogna vedere se questi candidi personaggi lo sono davvero, o semplicemente non hanno mai avuto occasione di rubare. 

Ma il problema da noi c’è, e non si può negarlo. Io avrei una prima, semplice soluzione: smettere di votarli. 

Do sempre l’esempio di De Luca in Campania. Non entro nel merito, ma si era detto di tutto e di più su di lui. Si è accusato il PD per averlo presentato. Ma la verità è che si è presentato lui alle primarie, e le ha stravinte, passando poi dalle amministrative, che ha, anche in questo caso, stravinto. E’ davvero colpa del PD?

Tendiamo a dare sempre la colpa agli altri, a cercare capri espiatori. Credo che, come cittadini, dovremmo essere più consapevoli del nostro ruolo, della nostra responsabilità quando ci si lamenta della nostra classe politica. 

Concludo con un ultimo punto, la probabile prossima tappa in questo percorso anti casta. Il taglio degli stipendi. Ebbene sì, non sono d’accordo neanche su questo.

Nel privato, chi è bravo guadagna. Se non offriamo compensi adeguati, come pensiamo di attirare figure davvero competenti per venire a lavorare per noi?

Sembra che il principio sia: “Abbassiamo gli stipendi a questi cialtroni!”. Io, sinceramente, preferirei:  “Andiamo a cercare persone preparate e paghiamole quello che meritano”.

Le domande di oggi: 

  • Come avete votato al referendum e perché?
  • Come si dovrebbero scegliere i parlamentari?
  • Il taglio degli stipendi non rischierebbe abbassare la competenza di chi si candida?

 

LE VOSTRE OPINIONI

ALTRE STORIE