RENZI: SOLO IN CENTRO BATTE IL POPULISMO

di Beatrice Negrotto Cambiaso

Direttrice di Cosanepensate.it

L’EDITORIALE

24 Novembre 2020 – Questa mattina ho trovato un articolo di Matteo Renzi su La Repubblica, in cui ragionava sulla vittoria di Joe Biden negli Stati Uniti, e su come soltanto il centro, possibilmente di sinistra, possa battere il populismo.

Il primo punto è: ma Joe Biden ha davvero battuto Trump? La terribile gestione del coronavirus ha molto aiutato Biden, e nonostante questo è arrivato vicinissimo alla sconfitta. Quindi io non la considero una vittoria di “merito” di Biden, ma di “demerito” di Trump.

Non possiamo saperlo con certezza, ma io credo che non ci fosse stata la pandemia, Trump avrebbe largamente vinto le elezioni. Il che significa che qui non è stato il centro a battere il populismo, ma l’evento straordinario del Coronavirus.

Renzi cita anche Emmanuel Macron in Francia, per lui esempio del centro vincente, ma non sono così convinta che, andassero oggi alle elezioni, davvero riuscirebbe a prendere la maggioranza dei voti.

Davvero, come dice nell’articolo, ci fosse stato Sanders al posto di Biden, il partito democratico avrebbe perso le elezioni? Non ne sono tanto sicura.

Si parla molto di populismo. Questo termine ha una connotazione negativa. Non so che termine usare per parlare di linguaggio semplice, efficace, diretto al popolo meno colto, magari spaventato e alla ricerca di risposte chiare e radicali per cambiare una situazione considerata profondamente ingiusta. Di questo ha bisogno la maggioranza dell’elettorato, questo funziona. E non è detto che il “populismo” positivo sia così negativoRisposte semplici, linguaggio facilmente comprensibile vicino al popolo.

Mi ricorda una discussione che ebbi, nel momento dell’elezione di papa Benedetto XVI, con un mio amico. Mi disse: “finalmente non avremo più quel buffone, quell’attore. Finalmente una persona seria”. Risposi: “Siamo laureati, parliamo varie lingue, leggiamo molti libri e tutti i giorni i quotidiani. Dovessimo prendere la piramide che rappresenti gli intellettuali, considerando tutta la popolazione mondiale, in che posizione ci troveremmo? E io stessa spesso trovo quello che dice e scrive poco comprensibile. Davvero il papa deve parlae a me e te?”

Giovanni Paolo II usava parole semplici, forti, faceva gesti plateali, “populisti” se vogliamo usare questo termine. Ma è grazie a questi che faceva notizia, per cui tutte le televisioni del mondo parlavano di lui. Così entrava in contatto con la maggior parte della popolazione mondiale e si faceva sentire vicino.

Per questo mi domando se una forma positiva di “populismo” non sia giusta, utile.

LE DOMANDE PER VOI

  • E’ davvero il centro la carta vincente contro i populismi alla Donald Trump?
  • E’ di moderazione che abbiamo bisogno oggi?
  • E’ così negativo parlare la lingua del “popolo”?

RENZI: SOLO IN CENTRO BATTE IL POPULISMO

LE DOMANDE PER VOI

  • E’ davvero il centro la carta vincente contro i populismi alla Donald Trump?
  • E’ di moderazione che abbiamo bisogno oggi?
  • E’ così negativo parlare la lingua del “popolo”?

LE VOSTRE OPINIONI

24 Novembre 2020 – Questa mattina ho trovato un articolo di Matteo Renzi su La Repubblica, in cui ragionava sulla vittoria di Joe Biden negli Stati Uniti, e su come soltanto il centro, possibilmente di sinistra, possa battere il populismo.

Il primo punto è: ma Joe Biden ha davvero battuto Trump? La terribile gestione del coronavirus ha molto aiutato Biden, e nonostante questo è arrivato vicinissimo alla sconfitta. Quindi io non la considero una vittoria di “merito” di Biden, ma di “demerito” di Trump.

Non possiamo saperlo con certezza, ma io credo che non ci fosse stata la pandemia, Trump avrebbe largamente vinto le elezioni. Il che significa che qui non è stato il centro a battere il populismo, ma l’evento straordinario del Coronavirus.

Renzi cita anche Emmanuel Macron in Francia, per lui esempio del centro vincente, ma non sono così convinta che, andassero oggi alle elezioni, davvero riuscirebbe a prendere la maggioranza dei voti.

Davvero, come dice nell’articolo, ci fosse stato Sanders al posto di Biden, il partito democratico avrebbe perso le elezioni? Non ne sono tanto sicura.

Si parla molto di populismo. Questo termine ha una connotazione negativa. Non so che termine usare per parlare di linguaggio semplice, efficace, diretto al popolo meno colto, magari spaventato e alla ricerca di risposte chiare e radicali per cambiare una situazione considerata profondamente ingiusta. Di questo ha bisogno la maggioranza dell’elettorato, questo funziona. E non è detto che il “populismo” positivo sia così negativoRisposte semplici, linguaggio facilmente comprensibile vicino al popolo.

Mi ricorda una discussione che ebbi, nel momento dell’elezione di papa Benedetto XVI, con un mio amico. Mi disse: “finalmente non avremo più quel buffone, quell’attore. Finalmente una persona seria”. Risposi: “Siamo laureati, parliamo varie lingue, leggiamo molti libri e tutti i giorni i quotidiani. Dovessimo prendere la piramide che rappresenti gli intellettuali, considerando tutta la popolazione mondiale, in che posizione ci troveremmo? E io stessa spesso trovo quello che dice e scrive poco comprensibile. Davvero il papa deve parlae a me e te?”

Giovanni Paolo II usava parole semplici, forti, faceva gesti plateali, “populisti” se vogliamo usare questo termine. Ma è grazie a questi che faceva notizia, per cui tutte le televisioni del mondo parlavano di lui. Così entrava in contatto con la maggior parte della popolazione mondiale e si faceva sentire vicino.

Per questo mi domando se una forma positiva di “populismo” non sia giusta, utile.