NON SIAMO ANCORA PRONTI A RIDERCI SU’

PROF. PAOLO VALERIO

Pres. Osservatorio Nazionale sull’Identià di Genere

Ci dica qualcosa sull’osservatorio, quando nasce e cosa fate

L’osservatorio nazionale sull’identità di genere ormai ha più di dieci anni. E’ un’associazione che racchiude al suo interno professionisti che si occupano della salute di persone transgender. Abbiamo endocrinologi, psicologi, urologi, legali e anche rappresentanti delle associazioni trans che lavorano insieme per garantire una buona accoglienza nei centri servizi e in tutti quei luoghi dove ci può essere bisogno di una buona accoglienza.

Chi è che si rivolge a voi, c’è stato un cambiamento nel tempo?

I primi erano soprattutto persone assegnate al genere maschile alla nascita che si sentivano però di essere riconosciute al genere femminile. E’ aumentato il numero di adolescenti che chiedono di essere aiutati a vedersi riconosciuto il diritto di essere se stessi e di essere riconosciuti per il proprio genere percepito al di là della carta di identità. A quell’età non tutti possono portare avanti l’iter giuridico che possa portare al cambiamento anagrafico. Tuttavia ci sono delle sentenze che mostrano come sia possibile essere riconosciuti per il genere percepito al di là del cambiamento di sesso avvenuto.

Ci spiegheresti qual è la differenza tra una gay e un trans?

Io inizierei a usare questi termini solo come aggettivo. Perché se sono un transgender che si sente donna mi offenderei se mi appellassero con un nome maschile. Quando parliamo di transessuali il corpo è necessario. Parliamo di identità di genere: qual è la sensazione profonda che io sento nel mio intimo. Mi sento un uomo o una donna? La persona transgender ha a che fare con l’identità di genere, la persona omosessuale non mette in dubbio di essere maschio o femmina ma desidera avere un rapporto sessuale con la persona dello stesso sesso.  Posso essere un uomo all’anagrafe, sentirmi donna e voler un rapporto lesbico.

Quando nasce questa sensazione di voler un altro sesso?

A volte già a tre anni si notano dei comportamenti che possono portare a ritenere che il bambino non voglia appartenere al genere assegnatogli alla nascita. Spesso ci sono dei comportamenti stereotipati per i bambini: chi piange è una femminuccia, un maschietto non può giocare con le bambole. I bambini molto presto vengono in qualche modo formati rispetto a quelli che sono gli stereotipi di genere.

Quali sono le maggiori difficoltà secondo lei?

Lo stigmatizzare la femminilizzazione del maschio. Dire a un ragazzino non fare la femminuccia non ha lo stesso valore sanzionatorio del dire il contrario.

Oggi si sostiene che non ci sia libertà nell’ironizzare sull’argomento senza essere tacciati da omofobi, è vero?

Oggi non siamo ancora pronti a sorridere di queste questioni. Per molte persone è ancora fonte di sofferenza. Ricordo un allenatore del Napoli che diede del “finocchio” a un altro allenatore e venne sanzionato. È importante stare attenti al linguaggio perché l’omosessualità è una condizione di vita non è una scelta di vita, perché bisogna offendere un ragazzino dicendogli di non fare la femminuccia? Bisogna pensare a cosa quella persona possa sentire.

Che cosa significa sentirsi donna se si nasce uomo?

Io cambierei i ruoli. Tu ti senti maschio o femmina?

Io mi sento fortunata a sentirmi donna in un corpo di donna

Ecco tu ti sei sempre sentita. Ci sono persone che si sentono donne pur essendo nati uomini. Forse le donne dovrebbero essere le prime a lottare per dare dignità a una persona che si sente donna, visto quanto le donne hanno dovuto combattere per conquistare i propri diritti. Non tutte lo fanno e sono triste per questo. I tempi stanno cambiando. Spesso le femministe non riconoscono la femminilità che non è soltanto corpo ma dipende da quello che si sente

Parliamo delle scuole: per alcuni è un tabu per altri di questo si dovrebbe parlare

Nessuno può condizionare e trasformare una persona gay e lesbica in eterosessuale e viceversa. Credo che con un linguaggio idoneo dovremmo imparare a comprendere. Certo sono temi controversi ma pure la scienza ci spinge verso questo senso, ossia ci possono essere orientamenti sessuali diversi.

Ma quanto di tutto questo è fisico e quanto è solo psicologico.

E’ questo il dilemma cartesiano della materia. Siamo ancora di fronte a qualcosa di non spiegato scientificamente. La mente è molto complessa e misteriosa noi oggi sappiamo abbastanza del cervello, grazie a tac risonanze magnetiche ecc. Ma la mente è ancora un mistero: come può un aggregato di neuroni avere la capacità di sentire, di patire, di emozionarsi. Per chi è religioso è un po’ più semplice, per un laico come me è più difficile posso solo dire che non lo sappiamo ancora.

L’INTERVISTA

PROF. PAOLO VALERIO

Pres. Osservatorio Nazionale sull’Identià di Genere

Ci dica qualcosa sull’osservatorio, quando nasce e cosa fate

L’osservatorio nazionale sull’identità di genere ormai ha più di dieci anni. E’ un’associazione che racchiude al suo interno professionisti che si occupano della salute di persone transgender. Abbiamo endocrinologi, psicologi, urologi, legali e anche rappresentanti delle associazioni trans che lavorano insieme per garantire una buona accoglienza nei centri servizi e in tutti quei luoghi dove ci può essere bisogno di una buona accoglienza.

Chi è che si rivolge a voi, c’è stato un cambiamento nel tempo?

I primi erano soprattutto persone assegnate al genere maschile alla nascita che si sentivano però di essere riconosciute al genere femminile. E’ aumentato il numero di adolescenti che chiedono di essere aiutati a vedersi riconosciuto il diritto di essere se stessi e di essere riconosciuti per il proprio genere percepito al di là della carta di identità. A quell’età non tutti possono portare avanti l’iter giuridico che possa portare al cambiamento anagrafico. Tuttavia ci sono delle sentenze che mostrano come sia possibile essere riconosciuti per il genere percepito al di là del cambiamento di sesso avvenuto.

Ci spiegheresti qual è la differenza tra una gay e un trans?

Io inizierei a usare questi termini solo come aggettivo. Perché se sono un transgender che si sente donna mi offenderei se mi appellassero con un nome maschile. Quando parliamo di transessuali il corpo è necessario. Parliamo di identità di genere: qual è la sensazione profonda che io sento nel mio intimo. Mi sento un uomo o una donna? La persona transgender ha a che fare con l’identità di genere, la persona omosessuale non mette in dubbio di essere maschio o femmina ma desidera avere un rapporto sessuale con la persona dello stesso sesso.  Posso essere un uomo all’anagrafe, sentirmi donna e voler un rapporto lesbico.

Quando nasce questa sensazione di voler un altro sesso?

A volte già a tre anni si notano dei comportamenti che possono portare a ritenere che il bambino non voglia appartenere al genere assegnatogli alla nascita. Spesso ci sono dei comportamenti stereotipati per i bambini: chi piange è una femminuccia, un maschietto non può giocare con le bambole. I bambini molto presto vengono in qualche modo formati rispetto a quelli che sono gli stereotipi di genere.

Quali sono le maggiori difficoltà secondo lei?

Lo stigmatizzare la femminilizzazione del maschio. Dire a un ragazzino non fare la femminuccia non ha lo stesso valore sanzionatorio del dire il contrario.

Oggi si sostiene che non ci sia libertà nell’ironizzare sull’argomento senza essere tacciati da omofobi, è vero?

Oggi non siamo ancora pronti a sorridere di queste questioni. Per molte persone è ancora fonte di sofferenza. Ricordo un allenatore del Napoli che diede del “finocchio” a un altro allenatore e venne sanzionato. È importante stare attenti al linguaggio perché l’omosessualità è una condizione di vita non è una scelta di vita, perché bisogna offendere un ragazzino dicendogli di non fare la femminuccia? Bisogna pensare a cosa quella persona possa sentire.

Che cosa significa sentirsi donna se si nasce uomo?

Io cambierei i ruoli. Tu ti senti maschio o femmina?

Io mi sento fortunata a sentirmi donna in un corpo di donna

Ecco tu ti sei sempre sentita. Ci sono persone che si sentono donne pur essendo nati uomini. Forse le donne dovrebbero essere le prime a lottare per dare dignità a una persona che si sente donna, visto quanto le donne hanno dovuto combattere per conquistare i propri diritti. Non tutte lo fanno e sono triste per questo. I tempi stanno cambiando. Spesso le femministe non riconoscono la femminilità che non è soltanto corpo ma dipende da quello che si sente

Parliamo delle scuole: per alcuni è un tabu per altri di questo si dovrebbe parlare

Nessuno può condizionare e trasformare una persona gay e lesbica in eterosessuale e viceversa. Credo che con un linguaggio idoneo dovremmo imparare a comprendere. Certo sono temi controversi ma pure la scienza ci spinge verso questo senso, ossia ci possono essere orientamenti sessuali diversi.

Ma quanto di tutto questo è fisico e quanto è solo psicologico.

E’ questo il dilemma cartesiano della materia. Siamo ancora di fronte a qualcosa di non spiegato scientificamente. La mente è molto complessa e misteriosa noi oggi sappiamo abbastanza del cervello, grazie a tac risonanze magnetiche ecc. Ma la mente è ancora un mistero: come può un aggregato di neuroni avere la capacità di sentire, di patire, di emozionarsi. Per chi è religioso è un po’ più semplice, per un laico come me è più difficile posso solo dire che non lo sappiamo ancora.

LE DOMANDE PER VOI

  • Perché tanta violenza nei confronti delle persone transgender?
  • Si parla di stereotipi. Per voi cos’è essere uomo e essere donna?
  • Quali pericoli nel riconoscimento dell’identità di genere?

NON SIAMO ANCORA PRONTI A RIDERCI SU’

VOI COSA NE PENSATE?

Perché tanta violenza nei confronti delle persone transgender? – Per voi, cos’è essere uomo e essere donna? – Quali pericoli nel riconoscimento dell’identità di genere?