POLITICA

NELLA PROSSIMA PUNTATA, BERLUSONI VOTERA’ SI’ AL MES?

di Beatrice Negrotto Cambiaso

Direttrice di Cosanepensate.it

L’EDITORIALE

02 Dicembre 2020 – La polemica sui politici da noi è uno sport nazionale. Inaccettabile dirne bene, difenerla, è alto tradimento. Io non faccio così, perché l’analisi deve essere obiettiva, vanno considerati tutti gli aspetti, primo di tutti, e viene sempre scordato, i limiti sul potere decisionale di un governo quando non si ha un partito di maggioranza assoluta.

Quindi oggi questa non vuole essere una polemica per il piacere di farlo, ma una domanda legittima che mi pongo. Ma i politici che stanno discutendo, litigando, sanno davvero di cosa stanno parlando?

Di cosa ci ricorderemo, tra vari anni, quando il Coronavirus sarà passato remoto? Sicuramente dei morti, dei medici, delle solitudini, dei sacrifici. Ognuno avrà le proprie storie da raccontare, ai propri figli e nipotini, del lockdown. Ci ricorderemo i negazionisti del virus, ignoranti, arroganti, irrispettosi e a tratti violenti, contro quelle persone che poi, nel caso di contagio, andrebbero a salvargli la vita a rischio della propria.

E dal punto di vista politico? Sono convinta che il termine che rimarrà nell’immaginario collettivo, sarà il MES. Questo nome in codice che fa tanto litigare, che tira fuori i fantasmi di ognuno di noi: l’Europa dei poteri forti, prima gli italiani, servi (chi lo vuole) e baldi cavalieri (chi non lo vuole). Moltissimi di noi scelgono il campo. Ma in una storia di qualche giorno fa, domandavo, smarrita: ma il MES cos’è? E perché non lo vogliamo?

Noi non siamo tenuti ad avere gli strumenti per capire queste questioni complesse. Proprio per questo, nella nostra democrazia, ci affidiamo a chi dovrebbe invece averli.

Ricordo, qualche anno fa, i servizi delle “Iene” (non li guardo da tempo quindi è possibile che lo facciano ancora oggi), fuori da Montecitorio. Fermavano i parlamentari ponendo loro domande di basica cultura generale e su temi di attualità. E noi, con sconcerto, vedavamo balbettare, alcuni, pur di non fare brutte figure, riuscivano a scappare indignati. Altri tentavano, un po’ come si fa a scuola quando non si ha studiato, di buttare lì una risposta, non si sa mai, magari si riesce ad arrivare a un 6 risicato. Uno spettacolo deprimente.

Allora credo sia legittimo domandarci: ma capiscono davvero cosa sia il MES? Perché in questo momento mi pare più importante che sapere, che ne so, la data dell’unità d’italia o chi è Nelson Mandela.

Qui siamo, come dico sempre, in piena crisi e abbiamo disperatamente bisogno di tutti gli aiuti possibili. Sappiamo che il MES è stato riformato e non è più quello di Grecia e Spagna. Ma chi non lo vuole continua la battaglia con forza, e pare stia vincendo. Ma è davvero perché ne temono le conseguenze a lungo termine, o perché sono concetti, parole, semplici da usare per far capire all’elettorato? Dare l’impressione di essere i cavalieri senza macchia che non cederanno ai ricatti di forze oscure superiori?

Mi torna in mente il freschissimo referendum sul taglio dei parlamentari, vittoria straordinaria del M5S, bottiglie di champagne, finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di toccare la casta! Si comincia a ripulire la politica! Tutto questo, sorvolando sul fatto che questo taglio dei parlamentari non servirà assolutamente a niente, nè da un punto di vista economico per il nostro paese, nè da un punto di vista pratico, ovvero la ripulitura della nostre classe politica.

Quindi siamo qui, tutti i giorni, nelle prime pagine, ad assistere al teleromanzo sul MES. “Nella puntata di oggi Berlusconi ha ceduto alla Lega. Ma riusciranno i deputati di Forza Italia a fargli cambiare idea? Non perdetevi la prossima puntata!”. Come in Beatiful Brook e Ridge non sono mai riusciti, nonostante ci siamo illusi ogni volta, riusciranno mai a stare insieme? Ecco, nella nostra telenovela nazionale: si riuscirà mai ad arrivare ad una conclusione, che nel nostro caso si chiama DECISIONE?

LE DOMANDE PER VOI

  • I politici capiscono il MES?
  • Cosa pensate dello spettacolo quotidiano al quale stiamo assistendo?
  • Cosa fare (soluzioni concrete) di questa classe politica?

NELLA PROSSIMA PUNTATA, BERLUSONI VOTERA’ SI’ AL MES?

LE DOMANDE PER VOI

  • I politici capiscono il MES?
  • Cosa pensate dello spettacolo quotidiano al quale stiamo assistendo?
  • Cosa fare (soluzioni concrete) di questa classe politica?

LE VOSTRE OPINIONI

02 Dicembre 2020 – La polemica sui politici da noi è uno sport nazionale. Inaccettabile dirne bene, difenerla, è alto tradimento. Io non faccio così, perché l’analisi deve essere obiettiva, vanno considerati tutti gli aspetti, primo di tutti, e viene sempre scordato, i limiti sul potere decisionale di un governo quando non si ha un partito di maggioranza assoluta.

Quindi oggi questa non vuole essere una polemica per il piacere di farlo, ma una domanda legittima che mi pongo. Ma i politici che stanno discutendo, litigando, sanno davvero di cosa stanno parlando?

Di cosa ci ricorderemo, tra vari anni, quando il Coronavirus sarà passato remoto? Sicuramente dei morti, dei medici, delle solitudini, dei sacrifici. Ognuno avrà le proprie storie da raccontare, ai propri figli e nipotini, del lockdown. Ci ricorderemo i negazionisti del virus, ignoranti, arroganti, irrispettosi e a tratti violenti, contro quelle persone che poi, nel caso di contagio, andrebbero a salvargli la vita a rischio della propria.

E dal punto di vista politico? Sono convinta che il termine che rimarrà nell’immaginario collettivo, sarà il MES. Questo nome in codice che fa tanto litigare, che tira fuori i fantasmi di ognuno di noi: l’Europa dei poteri forti, prima gli italiani, servi (chi lo vuole) e baldi cavalieri (chi non lo vuole). Moltissimi di noi scelgono il campo. Ma in una storia di qualche giorno fa, domandavo, smarrita: ma il MES cos’è? E perché non lo vogliamo?

Noi non siamo tenuti ad avere gli strumenti per capire queste questioni complesse. Proprio per questo, nella nostra democrazia, ci affidiamo a chi dovrebbe invece averli.

Ricordo, qualche anno fa, i servizi delle “Iene” (non li guardo da tempo quindi è possibile che lo facciano ancora oggi), fuori da Montecitorio. Fermavano i parlamentari ponendo loro domande di basica cultura generale e su temi di attualità. E noi, con sconcerto, vedavamo balbettare, alcuni, pur di non fare brutte figure, riuscivano a scappare indignati. Altri tentavano, un po’ come si fa a scuola quando non si ha studiato, di buttare lì una risposta, non si sa mai, magari si riesce ad arrivare a un 6 risicato. Uno spettacolo deprimente.

Allora credo sia legittimo domandarci: ma capiscono davvero cosa sia il MES? Perché in questo momento mi pare più importante che sapere, che ne so, la data dell’unità d’italia o chi è Nelson Mandela.

Qui siamo, come dico sempre, in piena crisi e abbiamo disperatamente bisogno di tutti gli aiuti possibili. Sappiamo che il MES è stato riformato e non è più quello di Grecia e Spagna. Ma chi non lo vuole continua la battaglia con forza, e pare stia vincendo. Ma è davvero perché ne temono le conseguenze a lungo termine, o perché sono concetti, parole, semplici da usare per far capire all’elettorato? Dare l’impressione di essere i cavalieri senza macchia che non cederanno ai ricatti di forze oscure superiori?

Mi torna in mente il freschissimo referendum sul taglio dei parlamentari, vittoria straordinaria del M5S, bottiglie di champagne, finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di toccare la casta! Si comincia a ripulire la politica! Tutto questo, sorvolando sul fatto che questo taglio dei parlamentari non servirà assolutamente a niente, nè da un punto di vista economico per il nostro paese, nè da un punto di vista pratico, ovvero la ripulitura della nostre classe politica.

Quindi siamo qui, tutti i giorni, nelle prime pagine, ad assistere al teleromanzo sul MES. “Nella puntata di oggi Berlusconi ha ceduto alla Lega. Ma riusciranno i deputati di Forza Italia a fargli cambiare idea? Non perdetevi la prossima puntata!”. Come in Beatiful Brook e Ridge non sono mai riusciti, nonostante ci siamo illusi ogni volta, riusciranno mai a stare insieme? Ecco, nella nostra telenovela nazionale: si riuscirà mai ad arrivare ad una conclusione, che nel nostro caso si chiama DECISIONE?