SONO DAVVERO I RAGAZZI LE VITTIME DEL COVID?

di Beatrice Negrotto Cambiaso

Direttrice di Cosanepensate.it

L’EDITORIALE

23 Novembre 2020 – Qualche giorno fa la prima immagine di una ragazzina seduta davanti a scuola con il computer e la mascherina contro la didattica a distanza. Plauso di molti. Che brava, che coraggiosa! Ovviamente oggi sono molti di più, felici davanti alle telecamere.

Ma sono davvero i ragazzi le vittime del Covid 19?

Se gli si chiede, per qualche mese, di fare questo sacrificio è per svuotare i mezzi pubblici che servono a chi deve andare a lavorare per portare a casa da mangiare. Un sacrificio momentaneo. Non si sta smantellando la scuola.

Torneranno nelle loro aule, contrariamente a tanti lavoratori. Ci si sta rendendo conto di quanto sia conveniente lo smart working, quindi molti da oggi in poi lavoreranno isolati, da casa. 

Invece i 700 morti di oggi non fanno più notizia. Ad aprile erano 700 persone umane, 700 famiglie disperate, ora sono inesistenti.

Non sono loro le vittime? Non lo sono tutti gli anziani isolati da un anno dalle famiglie che rimangono lontane per proteggerli? Non sono i medici e gli infermieri che rischiano il contagio per salvare i malati, non più eroi ma untori da tenere lontani? Non lo sono tutti quelli che stanno perdendo il lavoro? Non solo le categorie famose che sicuramente riceveranno aiuti molto visibili, ma gli “invisibili”, come li ha chiamati un nostro utente, quelli che appartengono a categorie non famose, o a nessuna categoria per cui saranno dimenticati?

Fino a ieri ci si è lamentati delle le vite virtuali che i ragazzi vivono per via dei social, degli smartphones. Oggi gli si chiede di farlo per salvare molte vite, solo per qualche mese, in attesa del vaccino, ma no, manifestano perché vogliono tornare in classe per stare a braccetto con le amichette. Perché di questo si tratta, si chiede di evitare per un po’ il contatto fisico.

Sinceramente, non capisco perché, se proprio devono scendere in strada, non lo facciano per dire “per favore, aiutateci a salvare i nostri nonni“.

LE DOMANDE PER VOI

  • Perché i 700 morti di oggi valgono meno dei 700 morti di aprile?
  • Chi sono le vittime del Coronavirus?
  • Perché premiare l’egoismo?

SONO DAVVERO I RAGAZZI LE VITTIME DEL COVID?

LE DOMANDE PER VOI

  • Perché i 700 morti di oggi valgono meno dei 700 morti di aprile?
  • Chi sono le vittime del Coronavirus?
  • Perché premiare l’egoismo?

LE VOSTRE OPINIONI

23 Novembre 2020 – Qualche giorno fa la prima immagine di una ragazzina seduta davanti a scuola con il computer e la mascherina contro la didattica a distanza. Plauso di molti. Che brava, che coraggiosa! Ovviamente oggi sono molti di più, felici davanti alle telecamere.

Ma sono davvero i ragazzi le vittime del Covid 19?

Se gli si chiede, per qualche mese, di fare questo sacrificio è per svuotare i mezzi pubblici che servono a chi deve andare a lavorare per portare a casa da mangiare. Un sacrificio momentaneo. Non si sta smantellando la scuola.

Torneranno nelle loro aule, contrariamente a tanti lavoratori. Ci si sta rendendo conto di quanto sia conveniente lo smart working, quindi molti da oggi in poi lavoreranno isolati, da casa. 

Invece i 700 morti di oggi non fanno più notizia. Ad aprile erano 700 persone umane, 700 famiglie disperate, ora sono inesistenti.

Non sono loro le vittime? Non lo sono tutti gli anziani isolati da un anno dalle famiglie che rimangono lontane per proteggerli? Non sono i medici e gli infermieri che rischiano il contagio per salvare i malati, non più eroi ma untori da tenere lontani? Non lo sono tutti quelli che stanno perdendo il lavoro? Non solo le categorie famose che sicuramente riceveranno aiuti molto visibili, ma gli “invisibili”, come li ha chiamati un nostro utente, quelli che appartengono a categorie non famose, o a nessuna categoria per cui saranno dimenticati?

Fino a ieri ci si è lamentati delle le vite virtuali che i ragazzi vivono per via dei social, degli smartphones. Oggi gli si chiede di farlo per salvare molte vite, solo per qualche mese, in attesa del vaccino, ma no, manifestano perché vogliono tornare in classe per stare a braccetto con le amichette. Perché di questo si tratta, si chiede di evitare per un po’ il contatto fisico.

Sinceramente, non capisco perché, se proprio devono scendere in strada, non lo facciano per dire “per favore, aiutateci a salvare i nostri nonni“.