L’omotransfobia reato penale?

E considerazioni sui diritti LGBT

30 Giugno 2020 – E’ approdato alla camera il testo, portato dal deputato PD Alessandro Zan, della legge che renderebbe reato penale l’omotransfobia, ovvero l’odio per gli omosessuali e transessuli. Si parla anche di misoginia, ma di quella, spero mi perdonerete, parlerò un’altra volta. Oggi mi vorrei concentrare sull’altro tema, allargandolo ai diritti LGBT. Avverto che una parte dell’articolo e del video sono molto forti. 

Io sono Cattolica, ma devo esprimere la mia indignazione sul modo in cui questa istituzione, che dovrebbe avere al suo centro il messaggio di carità, amore, tolleranza, combatte contro dei diritti, secondo me fondamentali, di persone che peccano nell’amare persone che loro considerano “sbagliate”

Quello che mi fa impressione è la differenza di forza usata nella battaglia contro i diritti degli omosessuali, rispetto a quella usata per tanti altri temi che dovrebbero essergli più vicini, come la lotta alla povertà, l’attenzione ai migranti, la violenza sulle donne, la pedofilia dentro e fuori la chiesa. Per questi, si scrive una bella lettera, la si legge davanti alle telecamere e la si pubblica su avvenire. Niente in confronto alla mobilitazione generale, la chiamata alle armi di tutto il gregge a marciare in piazza, l’utilizzo di tutto il proprio potere morale sulla politica italiana.

Che poi, bisogna considerare un aspetto importantissimo: anche se loro, teoricamente, lo fanno in modo pacifico, il messaggio arriva a chi pacifico non è, e che tenderà ad usare i propri metodi, ovvero la violenza in tutte le sue forme, per andare a “risolvere il problema”.

Voglio parlare dell’argomento principale per il quale questi diritti non dovrebbero essere concessi: “andrebbero ad intaccare i nostri valori tradizionali”.

Qualcuno mi deve spiegare come una famiglia arcobaleno intaccherebbe la famiglia tradizionale, e come un matrimonio omosessuale intaccherebbe uno eterosessuale. Sono la stessa coso, con interpretazioni diverse. E non capisco perché una interpretazione dovrebbe imporsi, farsi legge, e schiacciare le altre interpretazioni.

C’è un altro punto che mi dispiace tanto. Quando si parla di poter andare nelle scuole, parlare di tolleranza, di accettazione dell’altro, del diverso, si dice “No! Si rischia di confondere la mente dei nostri ragazzi!”. Allora mi domando: tutti quei ragazzini omosessuali, che vengono quotidianamente presi in giro, insultati, umiliati, picchiati, bullizzati, spesso protati al suicidio, non cambiano il proprio orientamento sessuale. Come possono qualche parola sulla tolleranza confondere dei ragazzini eterosessuali?

Voglio aprire un ultimo punto, e lo farò in modo molto forte. Parlo a tutte quelle persone che hanno il coraggio di dire “allora va bene anche la pedofilia??”. Ma voi lo sapere cos’è la pedofilia? Un pedofilo è una persona che prova PIACERE SESSUALE nel provocare e guardare in faccia il TERRORE, il DOLORE FISICO, la VERGOGNA e l’UMILIAZIONE di un BAMBINO PICCOLO. Quindi NO, NON E’ LA STESSA COSA! E dirlo è pericolosissimo, perché potrebbe far pensare che la pedofilia sia soltanto un orientamento sessuale. E non lo è.

Le domande di oggi:

  • Dovesse passare questa legge, che conseguenze avrebbe sul mondo LGBT?
  • Credete che la lotta della Chiesa contro i diritti degli omosessuali sia proporzionata rispetto a quella fatta per altri temi di sua competenza?
  • In cosa i diritti degli uni possono andare a ledere i diritti degli altri?

Vorrei aggiungere una sfida, a tutti gli odiatori da tastiera: dimostrateci di non essere i vigliacchi che noi pensiamo voi siate, quelli che picchiano in 10 contro 1 o insultano e minacciano protetti da uno schermo e dall’anonimato. Venite qui a parlare con noi. Senza insulti e senza parolacce. Condividete la vostra opinione, argomentatela e accettate il dialogo.

Cosa ne pensa FRANCESCA ROMANA POLEGGI 

Direttore Editoriale Pro Vita & Famiglia 

14 Luglio 2020 – Ringrazio la Dottoressa Francesca Romana Poleggi, Direttore Editoriale di Pro vita e Famiglia, di aver voluto condividere con noi le sue riflessioni su questo tema. Riporto di seguito alcuni stralci dell’intervista, che potete vedere integralmente nel video. 

“Non abbiamo nessun odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali. Hanno la loro vita, fanno le loro scelte. Fanno quello che devono fare, come lo vogliono fare, sono liberi di farlo. Come nella fattoria di Orwell, tutti gli animali sono uguali, alcuni più uguali degli altri. Ecco, loro non devono essere più uguali degli altri. Loro sono come tutti gli altri. E la parità, a mio parere, già c’è.

“I dati ufficiali del Viminale, le aggressione contro le persone omosessuali, nel 2018 ero state 43, l’anno scorso sono scese a 29. Quelle contro i disabili sono a 69. Le persone omosessuali sono, secondo me, meno vittime di quanto loro vogliono far credere”

Questa legge crea una categoria di soggetti privilegiati. Perché mentre un islamico  è uno che ha diritto alla tutela per diritti religiosi perché uno può andare a bruciare una chiesa, una moschea. Ma l’omosessuale non è che c’ha, e dico per fortuna, la stella in fronte con scritto “omosessuale”. E’ una persona come io e le. Lei che ne sa che io non sia lesbica? Gli omosessuali stessi che manifestano insieme a noi, e guardi, ce ne sono tanti, e non sono ex omosessuali. Sono omosessuali dichiarati e militanti, si sento assolutamente non rappresentati da questo movimento LGBT che pretende di mettere gli omosessuali come se fossero delle bestie rare sotto i riflettori con uno stampino in testa “io sono omosessuale”. Loro rivendicano il diritto di essere persone e basta.

“Alcuni omosessuali dichiarati e militanti pensano che sia una legge discriminatoria all’incontrario. Le faccio un esempio. Se io vengo licenziata, oppure vengo sfrattata dal padrone di casa, oppure vengo bocciata da un professore, con questa legge io posso tirar fuori che sono lesbica, che queste cose sono avvenute perché è un atto di discriminazione fondato sull’orientamento sessuale. E quindi faccio causa al padrone di casa, il datore di lavoro o al professore, e quanto meno gli faccio passare un brutto quarto d’ora perché poi sta a lui dimostrare che non era vero che la cosa è avvenuta per quei motivi lì.”

Io credo che gli omosessuali non siano tutelati nell’essere etichettati con un marchio “io sono omosessuale”. Omosessuale è tutelato in quanto persona, come donna, come uomo, perché l’omosessuale può essere cattolico, islamico, avrà la sua religione, sarà lui, un uomo o una donna, avrà le stesse tutele che avranno gli uomini e donne, islamici e non islamici, religiosi o non religiosi. Non sono una categoria a parte. Questo è il punto.”

“Non è proprio una categoria a parte, io credo che loro siano contenti di essere considerati persone, uomini, donne, con una religione, con una razza, che hanno la tutela della legge che riserva agli uomini, alle donne, alle persone con una certa religione e con una certa razza.”

La legge farebbe rientrare gli omosessuali nelle categorie particolarmente vulnerabili. Ma io vedo fior di ragazzi super muscolosi e super palestra che non mi sembrano molto vulnerabili. Le categorie vulnerabili sono le persone anziane, sono i bambini, sono le persone andicappate, cioè dov’è che sono vulnerabili? Siamo sempre lì: ci può essere una persona vulnerabile omosessuale e una persona vulnerabile non omosessuale. E’ il vulnerabile la categoria, non l’omosessuale. Non è una categoria a parte.”

“Passasse la legge, uno dei primi effetti sul mondo LGBT, innanzi tutto probabilmente potrebbe scomparire la L dall’acronimo. Perché le lesbiche e le femministe sono assolutamente contrarie a questo tipo di legge, e lo soon a livello internazionale. Non tanto a livello nazionale. Ci sono stati degli attriti tra arcilesbica e il restante modo LGBT. Per esempio sono state tempo fa addirittura cacciate dal cassero di Bologna. Però le lesbiche sono assolutamente contrarie perché questa è una legge fortemente misogina. Checché ne dicano. E’ misogina e sessista. E ci ritorniamo dopo.”

“Poi non è una legge che serve a fare ottenere al mondo LGBT la parità dei diritti, ma serve a fare ottenere loro più diritti che hanno gli altri. Ripeto l’esempio di prima. Se io sono licenziata, io posso solo attaccarmi alla legge sul lavoro. Se sono lesbica, ho una chance in più per ottenere una vendetta o comunque la revoca del licenziamento perché sono lesbica.”

“Poi, è una legge che da al mondo LGBT 4 milioni l’anno, di stanziamento oltre a quelli che già anno per far dei loro centri d’accoglienza e associazioni, quindi gli fa aumentare l’incom che in questi tempi di crisi particolarmente grave fanno certamente comodo, però sono 4 milardi in tempi in cui non è stata pagata ancora la cassa integrazione a quante migliaia id persone non è proprio cosi giusto giusto.

Il testo dice, “si celebrerà l’omosessualità e l transessualità in tutte le scuole di ogni ordine e grado”. Quindi, con questa legge, potranno venire, per esempio, delle splendide drag queen  all’asilo di mio figlio a raccontare delle favole in cui dicono quanto bello esser travestiti, quant’è bello essere cosi alternativi e quanto è bello fare drag queen, e genitori non potranno protestare per una cosa del genre, perché sinceramente alcuni potrebbero ritenere che una drag queen non sia la persona più adatta ad educare dei bambini. E questa non è una cosa che mi invento. Queste sono cose che già accadono. All’estero sono proprio diffuse. In Italia, in concomitanza con i gay pride hanno anche sperimentato. Ora, ripeto, una cosa è se io vado in un circolo LGBT, porto io i miei figli a far queste feste con le drag queen. Una cosa è se le drag queen – dico drag queen perché perché è l’esempio più colorato –  ma una cosa è che vengono a scuola, a parlare a tutti i bambini in tutte le scuole di ogni ordine e grado dall’asilo in poi. Io creo che i bambini debbano essere lasciati molto in pace su questo. I bambini sono nel momento più delicato in cui devono accettare se stessi, quindi i bambini crescono, e la crescita del bambino comporta anche che con il confronto con il papa e la mamma che è importantissimo, ecco perché, imparano, da soli, a confermare il proprio genere rispetto al sesso biologico. E i genitori possono aiutarli.”

“Io, sinceramente, questa battaglia, boh, ripeto, sono cattolica credente e praticante ,da quello che mi risulta della mia esperienza non mi sembra di vedere questa grande battaglia della chiesa contro l’omosessualità. Anzi, io vedo dappertutto parlare di pastorale degli omosessuali, ecc.

Quello che credo di aver capito che esiste un discorso di morale sessuale che travalica il concetto di omosessualità. Cioè, se secondo i cattolici, il corpo è tempio dello spirito santo, il corpo è la persona. Non è che io possiedo il mio corpo, io sono il mio corpo , io devo rispettare il mio corpo, non posso giocare con il mio corpo, non posso usare il mio corpo e quello degli altri per divertirmi, per solamente ottenere orgasmi. Quindi, il sesso è tra organi sessuali, pene e vagiana. Quindi in realtà non c’entrano neanche tanto gli omosessuali, è un discorso che vale pure per gli eterosessuali. C’è una morale sessuale. Se uno gli sta bene, bene. Se uno non gli sta bene è un problema suo. Ma tutto sommato esistono tante altre religioni, tante altri modi di rapportarsi a Dio, per cui se uno non gli sta bene una morale sessuale della chiesa cattolica può cambiare chiesa.”

“Mi faccia dire due parole in più sulla questione sulle donne. Queste è una legge veramente, veramente misogina. Lei deve vedere, tutti dovrebbero guardare, cosa succede all’estero, dove già queste leggi sono passate. Atleti maschi, a prescindere dall’operazione, questo non conta, ma si percepiscono donne, e possono gareggiare, nelle competizioni agonistiche, con le donne. Non io, ma Martina Navratilova, cioè, non una persona omofoba, si è schierata insieme a tantissime altre associazioni di atlete, contro questa ingiustizia. Perché un trans, per quanto abbia smesso il testosterone da anni, e per quanto abbia bassi livelli di testosterone, però ha il cuore, i polmoni, i tessuti connettivi, i muscoli, apparato scheletrico, baricentro, diverso dalle donne. Quindi diventano gare falsate e ingiuste. Eppure già il CIO da anni consente ai trans di gareggiare con le donne. Con questa legge, se io mi oppongo all’ammissione dell’atleta trans nella gara femminile io vengo accusata di discriminazione transfobica. E’ questo il punto. Vengo accusata di scatenare odio transfobico perché io dico che non è giusto che quel tipo li gareggi insieme con le donne. E’ qui che è un problema relativo a questa legge.

In Inghilterra, dove i transessuali maschi, percependosi donne, possono  chiedere di essere reclusi in prigioni femminili, poi vanno li e fanno violenza sessuale alle detenute e queste cosa non le dice nessuno, pero succedono. Sempre din quesi paesi dove queste norme già ci sono, il problema è che non si può protestare. C’è il problema delle toilette, nei luoghi sicuri delle donne. Cosa succede all’estero. Succede che tutti i maniaci, i delinquenti, che vogliono fare le loro porcate, si dichiarano donne, hanno accesso ai luoghi protetti delle donne, e succede del tipo che si spoglia nudo davanti alla squadra di bambine di nuovo nella piscina oppure gente che è proprio violenta e fa. Ah, i barboni. C’è un tipo in un ricovero, in non mi ricordo quale città americana, questi tipo esercito della salvezza, che tiene le case di ricovero peri barboni. Tra i barboni di questa città si è sparsa la voce che se ti dici donna ti puoi fare ricoverare  nel rifugio delle donne, ti puoi fare perfino al doccia con le donne. Lei comprende che questa legge impedirebbe a chicchessia di protestare contro questi gravi abusi contro le donne.

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