LE VOSTRE OPINIONI SONO LA NOSTRA RICCHEZZA

L’ITALIA E’ UNO STATO LAICO?

Le croci in classe sono fuoriluogo

07 Aprile 2021 – Oggi voglio affrontare con voi un tema molto importante, di cui si dovrebbe parlare molto, in modo civile rispettoso. Ma bisogna dialogare su questo.

Parto dalla notizia che ho pubblicato qualche giorno fa sul ddl Zan. Voi sapete che questo questo sito è uno spazio aperto a tutte le opinioni. Voi potete liberamente dire, con rispetto, quello che volete. Pubblicate da soli i vostri articoli.

In questo caso, ho riflettuto molto se, nelle mie interviste, cercare una voce ufficiale della Chiesa cattolica.

Io ho deciso di non farlo. Tante persone che conosco, amici, non hanno apprezzato il principio di questa mia decisione. E mi hanno detto che, in qualche modo, stavo discriminavo la Chiesa. E io non sono affatto d’accordo.

Premetto che se dico Chiesa cattolica è semplicemente perché è quella che ha la voce più forte. Il mio problema non è con la Chiesa cattolica. Il mio problema è con la voce ufficiale delle religioni, in uno Stato laico, quando si apre un dibattito su una legge.

Il titolo di questa storia è: Ma l’Italia è davvero un Stato laico?

Questi miei amici, non certo cristiani bigotti, dicono che bisogna dare voce ad una realtà, nel nostro paese, molto ampia. E su questo sono d’accordo. Ma in quale veste? Ufficiale o personale? Secondo me deve rimanere in veste personale.

Da questo abbiamo affrontato un altro tema: quello delle croci nelle scuole pubbliche.

Io sono cattolica semi praticante, come mi piace definirmi. Non vado per forza a messa tutte le domeniche, però la mia vita segue quei valori e quella morale. Però, personalmente, la croce nelle classi delle scuole pubbliche la trovo fuori luogo. Non è il suo posto.

Molti affrontano il tema contrapponendosi ad altre religioni che arrivano da fuori. Ma qui non è questione di religioni diverse, di stranieri. Una mia amica atea non manda i figli all’ora di religione. Lei ha questa sensazione che i figli sono visti in modo diverso. Per quale ragione dovrebbe succedere.

A questo punto, mi si dice, vabbè, allora togliamo anche i veli delle musulmane. No. Ognuno può avere il diritto di vivere la vita come vuole, ti portare su se stesso tuti i simboli della propria religione. Però non credo che nel contesto pubblico, ci debbano essere dei simboli religiosi. Altrimenti non possiamo definirci uno Stato laico.

Abbiamo delle fortissime radici cristiane. Non va chiusa quella porta. Ma quella trova tutto lo spazio fuori dalle aule. Il nostro paese aiuta le religioni. Le scuole private cattoliche, sono scuole paritarie, ricevono aiuti economici.

Però secondo me, dovremmo davvero porcela questa domanda: siamo uno Stato laico? Vogliamo esserlo? E cosa significa, o dovrebbe significare?

COSA NE PENSO IO

Le croci in classe sono fuoriluogo

07 Aprile 2021 – Oggi voglio affrontare con voi un tema molto importante, di cui si dovrebbe parlare molto, in modo civile rispettoso. Ma bisogna dialogare su questo.

Parto dalla notizia che ho pubblicato qualche giorno fa sul ddl Zan. Voi sapete che questo questo sito è uno spazio aperto a tutte le opinioni. Voi potete liberamente dire, con rispetto, quello che volete. Pubblicate da soli i vostri articoli.

In questo caso, ho riflettuto molto se, nelle mie interviste, cercare una voce ufficiale della Chiesa cattolica.

Io ho deciso di non farlo. Tante persone che conosco, amici, non hanno apprezzato il principio di questa mia decisione. E mi hanno detto che, in qualche modo, stavo discriminavo la Chiesa. E io non sono affatto d’accordo.

Premetto che se dico Chiesa cattolica è semplicemente perché è quella che ha la voce più forte. Il mio problema non è con la Chiesa cattolica. Il mio problema è con la voce ufficiale delle religioni, in uno Stato laico, quando si apre un dibattito su una legge.

Il titolo di questa storia è: Ma l’Italia è davvero un Stato laico?

Questi miei amici, non certo cristiani bigotti, dicono che bisogna dare voce ad una realtà, nel nostro paese, molto ampia. E su questo sono d’accordo. Ma in quale veste? Ufficiale o personale? Secondo me deve rimanere in veste personale.

Da questo abbiamo affrontato un altro tema: quello delle croci nelle scuole pubbliche.

Io sono cattolica semi praticante, come mi piace definirmi. Non vado per forza a messa tutte le domeniche, però la mia vita segue quei valori e quella morale. Però, personalmente, la croce nelle classi delle scuole pubbliche la trovo fuori luogo. Non è il suo posto.

Molti affrontano il tema contrapponendosi ad altre religioni che arrivano da fuori. Ma qui non è questione di religioni diverse, di stranieri. Una mia amica atea non manda i figli all’ora di religione. Lei ha questa sensazione che i figli sono visti in modo diverso. Per quale ragione dovrebbe succedere.

A questo punto, mi si dice, vabbè, allora togliamo anche i veli delle musulmane. No. Ognuno può avere il diritto di vivere la vita come vuole, ti portare su se stesso tuti i simboli della propria religione. Però non credo che nel contesto pubblico, ci debbano essere dei simboli religiosi. Altrimenti non possiamo definirci uno Stato laico.

Abbiamo delle fortissime radici cristiane. Non va chiusa quella porta. Ma quella trova tutto lo spazio fuori dalle aule. Il nostro paese aiuta le religioni. Le scuole private cattoliche, sono scuole paritarie, ricevono aiuti economici.

Però secondo me, dovremmo davvero porcela questa domanda: siamo uno Stato laico? Vogliamo esserlo? E cosa significa, o dovrebbe significare?

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