Una piccola bacchetta magica contro il Covid 19 dal punto di vista economico (1).

Da: COVID: Questione morale

Come state vivendo questa seconda ondata?

Premesso che sono in ansia, come tutti credo, per il mio destino dei miei cari ma anche dell'umanità tutta che è sconvolta da questo flagello, cerco di reagire pensando a ciò che io personalmente, nel mio piccolo, posso fare per capire e superare questo difficile momento. Ovviamente bisogna adeguarsi usando il buon senso, alle direttive, che ci vengono date dai responsabili dal punto di vista sanitario e dalle istituzioni, compreso quelle religiose, penso alle tante cose preziose dette dal nostro buon papa Francesco, detto questo vorrei concentrarmi su un aspetto economico, particolare, di questa crisi che spiegherò nel seguito.

Come giudicate il comportamento generale degli italiani?

Credo che vi sia una maggioranza silenziosa, o poco rumorosa, che ha reagito con grande saggezza e forza d'animo, ed a tratti anche in modo brillante, ognuno dal suo punto di vista ha dato il suo piccolo o grande contributo alla soluzione dei suoi o altrui problemi. D'altro canto è sotto gli occhi di tutti che vi sono altri che hanno ignorato o addirittura snobbato il virus e non sono solo i c.d. negazionisti. Tutti devono fare del loro meglio, più saremo, prima e meglio usciremo da questo incubo! PS è doveroso esprimere la solidarietà verso tutti coloro che hanno perso un familiare un amico un conoscente.

Cosa dovrebbe fare il governo?

Difficile dare una risposta. Potrei dire cosa non dovrebbe fare in poche parole: lasciare indietro qualcuno.

Riflessioni libere

Usando una metafora il Covid 19 si può paragonare, dal punto di vista economico al fenomeno naturale della desertificazione, dove arriva, addio vegetazione lussureggiante e proliferare di forme di vita. Gli stati ed i maggiori responsabili delle sorti dell'economia si stanno organizzando per cercare di portare quante più risorse possibili, ai propri operatori economici ed imprese ma anche ai cittadini. Per varie ragioni che non è facile per me capire ed ancor più spiegare, le risorse che al momento sono prese a debito, che graverà su tutta la popolazione, è destinata senza voler colpevolizzare nessuno in modo diseguale aumentando a quanto sembra il dislivello tra ricchi e poveri. Ma quello su cui accendere un focus è che ad esempio grandi imprese, vengono aiutate con ingenti risorse a superare le difficoltà, piccoli individui magari con idee brillanti vengono completamente ignorati. In altro modo dopo un terremoto, il senza tetto resterà senza tetto, il proprietario di case riuscirà magari a migliorare la sua casa. Mi perdonerà l'interlocutore, per il modo semplificato e superficiale di spiegare una piccola realtà, che dipende a mio avviso, come per tante cose, soprattutto dalla mancanza di organizzazione anche se non mi sfugge che ci sono altre spiegazioni meno benevoli. Come risolvere questo problema? Nella mia mente si sta formando qualche idea che magari quando sarà meglio strutturata potrà essere oggetto di un articolo su questo stesso sito. Conclusioni Prima di tutto un grosso grazie alla dott.ssa Beatrice, che ha realizzato questo, favoloso sito, sia come idea, come ingegno che come forma, quest'ultimo può essere uno strumento molto importante non solo per fare conversazione ed esporre diversi punti di vista ma anche contribuire a migliorare le nostre vite. Poi sperando magari in qualche suggerimento, mi riservo di completare questo intervento, magari con un articolo, appena avrò le idee più chiare.

6 commenti
  1. Beatrice - Cosanepensate dice:

    Intanto grazie, grazie davvero per aver preso il tempo di condividere con noi tutte queste interessantissime riflessioni!

    E’ vero che la tendenza è quella che dice lei. Si finisce sempre per vedere i piccoli rimanere in difficoltà, i grandi riprendersi e, anzi, spesso migliorare. Ma perché deve essere sempre cosi…? E’ frustrante. Anche perché, in qualche modo, le risorse si finisce per trovarle e sicuramente e certo non è l’ingegno che manca nel nostro paese.

    Vorrei però fare una piccola provocazione… Non capita, avvolte, che alcuni stiano fermi ad aspettare e pretendere la pappa già cotta e mangiata? Nel nostro paese diamo tante cose per scontate: la sanità gratuita, l’istruzione gratuita, ecc. Non è che spesso si finisca per concentrarci sui “diritti” e poco sui “doveri”? Ripeto, questo non toglie l’esistenza di ingiustizie che sono palesi. Ma ognuno dovrebbe, però, riflettere anche su questo?

    Rispondi
  2. Giorgio Vaccaro dice:

    Non è una provocazione, di sicuro è così, ma stiamo parlando di tanti ” ultimi ” e che inoltre per così dire sono trasparenti, perciò ignorati dal sistema, in altro modo non vi è algoritmo che li vada a scovare, mentre è più semplice trovare aziende grosse i cui nomi sono conosciuti da tutti.

    Il punto però è che le risorse che attingono al debito di tutta una popolazione si dirigono di fatto in modo preponderante verso precise destinazioni, in base a rapporti di forze e di potere scontati, aumentando alla fine il divario ricchi poveri.

    Stando così le cose come si può intercettare delle iniziative che tendano a correggere delle situazioni a cui non dobbiamo farci l’abitudine?

    A questo bisogna rispondere.

    Rispondi
  3. Beatrice - Cosanepensate dice:

    È vero, ed è bello ricordare i “trasparenti”. Li ho citati in un altro articolo, quelli che non scendono in piazza. Sono i silenziosi, i lavoratori che si tirano su le maniche, che affrontano tutte le difficoltà con dignità e senza pretendere aiuti. Questi sono quelli a cui si deve pensare, perché sono i più facili da far finta di non vedere. Sono scesi in piazza ultimamente i ristoratori e i lavoratori dello spettacolo. Loro sicuramente riceveranno aiuti, e aiuti ben visibili. Ma quelli che non scendono, che non fanno rumore, che magari non appartengono neanche ad una categoria, si ritroveranno soli. Secondo me, ogni volta che si parla di manifestazioni, bisognerebbe sempre ricordare chi in piazza non ci va, ma non per forza ha meno bisogno di aiuto. Nel mio piccolo, cercherò di farlo sempre.

    Rispondi
  4. Giorgio Vaccaro dice:

    A due giorni dal mio articolo , “Una piccola bacchetta magica contro il Covid 19 dal punto di vista economico (1) “, è arrivato il discorso tenuto da papa Francesco alla fine dell’evento straordinario, la c.d. Economy of Francesco svoltasi ad Assisi dal 19 al 21 novembre 2020, da cui estrapolo qualche frase:

    Sapete che urge una diversa narrazione economica, urge prendere atto responsabilmente del fatto che «l’attuale sistema mondiale è insostenibile da diversi punti di vista»[1] e colpisce nostra sorella terra, tanto gravemente maltrattata e spogliata, e insieme i più poveri e gli esclusi. Vanno insieme: tu spogli la terra e ci sono tanti poveri esclusi. Essi sono i primi danneggiati… e anche i primi dimenticati.

    È tempo, cari giovani economisti, imprenditori, lavoratori e dirigenti d’azienda, è tempo di osare il rischio di favorire e stimolare modelli di sviluppo, di progresso e di sostenibilità in cui le persone, e specialmente gli esclusi (e tra questi anche sorella terra), cessino di essere – nel migliore dei casi – una presenza meramente nominale, tecnica o funzionale per diventare protagonisti della loro vita come dell’intero tessuto sociale.

    Questo non sia una cosa nominale: esistono i poveri, gli esclusi… No, no, che quella presenza non sia nominale, non sia tecnica, non funzionale. È tempo che diventino protagonisti della loro vita come dell’intero tessuto sociale. Non pensiamo per loro, pensiamo con loro.

    Le parole del papa mi confortano e mi spingono ad andare avanti con le mie riflessioni volte a trovare una proposta adeguata ai bisogni.

    Rispondi
  5. Beatrice - Cosanepensate dice:

    Caro Giorgio,
    Citare Papa Francesco è sempre bello. E’ una figura che sta cambiando la chiesa, e lo fa in modo positivo e straordinario. Per questo ha molta visibilità, quindi è ascoltato, per fortuna.

    Il tema che ha citato è molto interessante, sono convinta che lui riuscirà, piano piano, a spostare la coscienza in una direzione diversa, sia da un punto di vista economico, che di vita di tutti i giorni, in un modo più SOSTENIBILE: Qui infatti non si tratta solo di una questione economica, di persone dimenticate, ma anche della nostra Terra, senza la quale non ci potrebbe essere vita. La diamo per scontata da secoli. Credo siamo l’unica generazione che si renda conto che così non è. Forse non tutti lo fanno, quindi non riescono a comportarsi di conseguenza.

    Per dare una nota di ottimismo, vorrei far notare una cosa. Si sa, l’economia funziona sul profitto. Il profitto si basa sulle vendite. Le vendite si basano su quello che vogliono i consumatori. Ed è da anni, per fortuna, che i consumatori stanno più attenti all’ambiente, al diritti umani, diritti dei lavoratori. Tengono alla qualità di quello che comprano e consumano. Vedo tante compagnie che si spostano in questa direzione.

    Sarebbe interessante tirar fuori, per alcune marche famose, le pubblicità di 10 anni fa e metterle a confronto con quelle di oggi. Credo che noteremmo dei messaggi diversissimi. Quanto si sento oggi: senza olio di palma, prodotti solo italiani, filiera corta, ecc. Poi, quante compagnie usano parole “conscious”. E’ chiaro che i problemi non sono risolti. Ma credo che le coscienze stiano cambiando, e, con loro, gli interessi delle grandi, e piccole, compagnie.

    Rispondi
    • Giorgio Vaccaro dice:

      Cara Beatrice,
      approfitto adesso, che sono nell’occhio del ciclone, e quindi di calma apparente,
      ho visto con piacere che non solo hai colto appieno quello che volevo comunicare, ma hai anche rilanciato, per così dire, introducendo una serie di temi tutti interessati e su cui vale la pena di dibattere su CosaNePensate ( cosa che farò volentieri appena possibile, a ciclone passato) : l’opera di papa Francesco nella chiesa e nella società, la Terra, L’Economia sostenibile, Consumi consapevoli,

      Premesso che alle cose che hai detto sul papa, vorrei aggiungere, da cristiano, che Bergoglio, ha dal mio punto di vista un grosso merito, quello di averci spiegato in modo semplice, il grande amore e l’immensa misericordia di Dio nei confronti degli esseri umani.

      Un approfondimento, poi, per quello che riguarda gli investimenti verso i più piccoli, verso i “ trasparenti “, in altro modo persone con nessun o basso reddito, ma con una idea brillante, al momento trovano una limitata disponibilità per poter implementare un’attività, con alcuni strumenti ideati per questo scopo, che purtroppo (se) risolvono (lo fanno) solo in parte, ad esempio:
      1) Reddito di cittadinanza che permette di avviare un nuova impresa con finanziamento a fondo perduto riconosciuto, in un’unica soluzione, pari a sei mensilità nei limiti di 780 euro mensili.
      2) Crowdfunding, finanziamento collettivo, originato da un gruppo di persone .
      3) Invitalia diretta dal famoso commissario Arcuri, quest’ultimo è lo stesso che quasi giornalmente ci aggiorna sulla situazione Covid 19. Invitalia permette la creazione di nuove imprese, in vari modi, anche con un misto di dotazioni a fondo perduto e prestiti.
      4) Simili ( tralasciando i microfinanziamenti ed i microprestiti, che sono comunque prestiti ).

      Scovare la giusta idea è una scommessa con me stesso, come è una scommessa che la piattaforma che mi ospita possa veicolarla nel modo giusto, ma sono sicuro che entrambe le cose saranno sostenute con tutto l’impegno e l’ingegno possibile.

      Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.