No, non lo è, ma per populismo

Da: L’Italia è uno Stato laico?

Che ruolo ha avuto, ha e deve avere la Chiesa cattolica in Italia?

Ovviamente un ruolo importantissimo. Oggi, forse sbaglio, mi sembrerebbe avere più un ruolo politico che religioso. La voce più grande si sente per questioni politiche. Poi, trovo che la Chiesa non si occupi delle questioni più importanti e che dovrebbero essere al centro del Credo: la compassione, l'aiuto per il prossimo, l'accoglienza dello straniero, ecc. Invece si sente la voce alta su questioni che, secondo me, dovrebbero essere scelte personali. Quando una legge riguarda la "morale" ma solo di chi fa una scelta, non dovrebbe competere a chi queste situazioni non le vive, decidere per gli altri. Vedi matrimoni gay (se passa la legge, mica si obbliga gli eterosessuali a sposarsi con una persona dello stesso sesso!), o l'eutanasia (se tu vorrai finire la tua vita, anche in situazioni drammatiche, affrontando e imponendo a chi ti sta vicino tanti dolori, se passasse una legge sull'eutanasia non te lo impedirebbe)

L'Italia è uno Stato laico? Cosa dovrebbe significare?

Lo è a parole. Nono vuole esserlo per populismo. Oggi la questione dei presepi e delle croci nelle scuole pubbliche è diventata una battaglia (sterile perché non cambia nulla nella fede delle persone) populista volta a spaventare. Attenzione: i migranti vogliono farci diventare tutti musulmani e ci vorranno impedire di mangiare il salame!!" Io credo che, per esempio, ci sia una differenza tra una croce in classe e il presepe e la recita di natale. Queste ultime sono entrate a far parte della tradizione, a prescindere dalla religione. Un po come il "thanks giving" americano: tutti gli anni tutto il popolo americano si ferma a "ringraziare". Ma ringraziare chi? I nativi americani (noti come indiani), massacrati nei secoli, che oggi vivono in misere riserve, perché all'epoca dell'arrivo degli europei, un inverno che stavano morendo di fame, i nativi, appunto, arrivarono con i tacchini. Diciamolo, la festa più assurda e più ipocrita che esista. Questo per dire che il "thanks giving" è diventato parte della tradizione e prescinde dalla storia all'origine. La recita di natale è la messa in scena di una storia bellissima. Si può fare che si creda o meno. La croce è qualcosa di diverso. E sta in classe tutti i giorni, a tutte le ore, a ricordarci che noi italiani siamo (o, se vogliamo essere davvero onesti sul messaggio che quella croce vuole dare: dovremmo essere) cattolici. Se vogliamo considerarci italiani, dobbiamo accettare la croce in classe. Dobbiamo accettare l'ora di religione (e anche qui, siamo onesti, chiamiamola per quello che è davvero: catechismo) altrimenti siamo diversi dagli altri, i compagni vivranno del tempo insieme senza di te. Non lo trovo giusto. Per i bambini, che, è stato detto, non sono per forza di altre nazionalità e religioni, ma semplicemente atei. Vorrei fossimo uno stato laico, e vorrei ci fosse meno ipocrisia di quella che troviamo quando parliamo di questi temi.

Il nostro paese è sempre più multiculturale, ci sono molte religioni. In che modo dobbiamo farle diventare parte della nostra cultura?

E' difficile. Ci sono alcune interpretazioni di altre religioni che non possono essere accettate da noi, per la nostra cultura, per le nostre leggi, per il rispetto degli altri. Ma questo si limita ad alcuni punti. Il problema qual'è? Che chi decide fino a che punto accettare e fino a quel punto non accettare queste diversità? Quando sono stata in Brasile, una cosa mi ha molto colpito: se uno vedeva una coppia con un bambino, si potevano vedere tutti i colori esistenti, mescolati tra loro: Una mamma di colore, capelli neri lisci e occhi azzurri, un padre dai colori scandinavi, una figlia bianca, con i capelli crespi e biondi. Do questo esempio perché non so se per le religioni sarebbe fattibile, o se sarebbe buono, mettere insieme gli aspetti più importanti, influenzarci a vicenda verso il meglio. Credo che non sarebbe possibile, o che il rischio è che invece di prendere il meglio, si finisca a prendere il peggio. L'unica è, intanto, rispettare le religioni degli altri (e parlo anche dei non cattolici nei confronti dei cattolici), provare a conoscerle, a capirle, e imparare a convivere in pace.