Leggete le leggi prima di gridare allo scandalo

Da: Ddl Zan: c’è poco da ridere

Cosa dice del nostro paese il fatto che non approvare una legge contro l'odio nei confronti di omosessuali e transessuali provochi in mezzo parlamento grida di giubilo?

Dice che lei ha purtroppo capito poco del ddl Zan, che probabilmente non ha letto prima di fare il video. Il Ddl Zan poco c'entra con i reati di odio. Emblematico l'articolo 2 che avrebbe inserito la soggettività del genere, che avrebbe peraltro decretato la fine di decenni di battaglie femministe. Si definisce social di approfondimento ma ha banalizzato un argomento complesso. Credo sia un ossimoro. P.s. "Paese" si scrive con la lettera maiuscola se si riferisce all'Italia

4 commenti
  1. Beatrice - Cosanepensate dice:

    Trovo molto interessante la sua risposta. Anche se forse un po’ fuori tema. L’argomento in discussione non sarei io, la mia opinione, la mia preparazione o i miei errori di battitura. L’argomento in discussione, in questo caso, è il fatto che una classe politica si alzi gridando di giubilo per una legge non passata. Una legge, fatta bene o male, ma che, in modo imperfetto e discutibile, ha tentato di portare avanti un discorso di protezione dall’odio nei confronti di omosessuali e transessuali, oltre che a donne e persone disabili. Nel merito del DDL zan ne abbiamo parlato su Cosanepensate.it, dando voce anche a chi, come lei, la pensa in modo diverso da me.

    Quello che però vorrei dire a lei, perché lo leggano tutti quelli come lei che magari passano di qua per caso, è che questo non è posto per voi. Ho creato questo progetto proprio per uscire dalla comunicazione come la sua. Dove si crede che l’insulto all’intervistato o l’intervistatore sia un’argomentazione. Mi dispiace deluderla, non lo è. Anzi, è abbastanza triste, penoso.

    Io non sono la protagonista di questo sito, siete voi. Le opinioni che contano sono le vostra. La sua opinione su di me interessa soltanto a lei, a nessun altro utente. Per questo che questo suo commento è fine a se stesso, ma non arricchisce nessuno. Non porta proprio nulla al dibattito. E per fortuna, dall’inizio di questo progetto, è solo la seconda persona che partecipa in questo modo. Spero piano piano che le persone come lei capiscano che questo non è posto per loro. Per voi è pieno internet. Qui vogliamo persone davvero aperte al dibattito, e al dibattito con chi la pensa in modo diverso, ma con rispetto, cosa che lei non ha mostrato. Oggi non lo ha fatto cn me, e ci mancherebbe. Questo però vuole essere un luogo nel quale chi partecipa possa sentirsi sicuro, sapendo che non sarà mai vittima di commenti come i suoi.

    Quindi questa volta, il suo commento lo lascio, come quello che, immagino, sia lei ad aver pubblicato sulla storia della bambina che parla di LGBT, nel quale la sua argomentazione più importante riguardava ben poco l’argomento in discussione, ma, di nuovo, l’insulto non all’intervistate, perché andar contro ad una bambina forse sarebbe troppo anche per lei. Ma, di nuovo, all’intervistatrice. Non si è d’accordo? Allora “strumentalizzazione”. Lei ha fatto commenti svilenti, soprattutto nei confronti di quella ragazzina che sa benissimo cosa pensa, ha delle sue opinioni e sinceramente non capisco chi sia lei per decidere che non valgono, che non vadano ascoltate e che si debba impedire di dargli spazio.

    Ho deciso di lasciare questi commenti per far sapere, in modo chiaro, che persone come lei non sono benvenuto su cosanepensate.it.

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  2. Anonimo dice:

    Quindi che fa, censura per tenere questo spazio aperto solo a chi la pensa come lei?

    Se leggesse approfonditamente il commento capirebbe che oltre alla critica, sacrosanta, alla presentazione dell argomento c è anche l’analisi della pericolosità della legge e la citazione di un articolo.

    Se vuole censurare faccia pure. Rimarrà con una piccola nicchia e ce ne faremo tutti una ragione

    Saluti

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    • Beatrice - Cosanepensate dice:

      Non censuro chi la pensa in modo diverso da me. Io intervisto, pubblico, ascolto, dialogo con chi la pensa in modo diverso da me,

      Io censuro chi sente la necessità di insultare o offendere, e non solo me, ma chiunque partecipi a questo “esperimento”. Come ho detto, commentare se una persona fa un errore grammaticale, ortografico o refuso, giudicare la presunta ignoranza, malafede, ecc, questo non significa censurare chi la pensa in modo diverso. Significa censurare chi va totalmente fuori tema, considerando l’insulto o l’offesa nei confronti dell’altro interlocutore un’argomentazione.

      E che questo mio progetto sia di nicchia, ne sono pienamente consapevole. Ma qui voglio sottolineare: da quando ho cominciato, questa è solo la seconda volta che mi trovo di fronte ad un commento come il suo nonostante molti l’hanno pensata in modo molto diverso. Il che significa che persone educate, rispettose e aperte ad un vero dialogo, dibattito, sui temi importanti che trattiamo e non sulle persone che partecipano al dibattito, ci sono. Di spazi nei quali si comunica come fa lei, è pieno internet. Io voglio che TUTTI quelli che passano da me, possano stare tranquilli che a esprimersi liberamente non rischieranno di essere giudicati per il loro livello di preparazione sulla materia, su potenziali errori grammaticali ecc.

      Lei è convinto che le persone educate siano una nicchia. Io credo di no. Credo che se viene offerto loro uno spazio “sicuro” piano piano cominceranno a partecipare. Se per questo perdo tutte le persone come lei, le assicuro che una ragione me la farò io.

      Questo spazio rimarrà sempre aperto a chi la penserà in modo diverso da me e da tutti gli altri partecipanti, come rimarrà aperto a lei se commenterà l’argomento e non me o altri utenti. Rimarrà chiuso a chiunque creda che giudicare gli altri e offenderli sia un’argomentazione accettabile.

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    • Beatrice - Cosanepensate dice:

      Un’altro punto: lei ha commentato i pericoli di questa legge. Ma anche qui, non ha capito il tema che propongo in questo video. Non il merito del ddl zan ma se sia giusto e accettabile che non far passare questa legge debba scatenare quelle urla di giubilo.

      Se lei andasse sulla pagina tema LGBT e, per esempio, guardasse l’intervista a Silvia Mari, vedrebbe che spazio a chi vuole parlare dei pericoli del ddl Zan l’ho dato, e ampiamente.

      Ha anche criticato il fatto che possa definire questo un “social di approfondimento”. Le farei notare che questo video è definito “notizia flash” quindi è evidente che in questa categoria non si trovano video di 15 minuti. E se posso aggiungere, l’approfondimento non deve essere solo il mio. L’approfondimento è quello che chiedo ai miei utenti. Che vogliano condividere con gli altri riflessioni espresse in più di poche righe.

      Ecco, spero che la mia posizioni rispetto alle sue critiche sia chiara.

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