Battiato: è morto il corpo ma la sua arte è ancora qui ed è un tesoro

Da: Addio a Franco Battiato

Quale canzone di Battiato vi appartiene di più?

Ogni canzone di Franco Battiato credo sia perfetta per un periodo della propria vita o per meglio dire per un'emozione che si sta vivendo in quel preciso momento. Ci sono tuttavia delle canzoni che sono dei veri e propri capolavori di sperimentazione musicale e linguistica. Di sicuro la canzone che più mi rappresenta, come monito da seguire più che altro è "E ti vengo a cercare". Splendida questa strofa: "Perché in te vedo le mie radici. Questo secolo oramai alla fine Saturo di parassiti senza dignità Mi spinge solo ad essere migliore. Con più volontà. Emanciparmi dall'incubo delle passioni Cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male Essere un'immagine divina Di questa realtà." Ecco credo che questa ricerca, passati gli ardori dell'adolescenza, sia una delle poche cose che riescano a dare un senso alla vita, per far si che non sia solo una corsa affannata verso un finale scontato.

Quale aspetto della sua vita vi ha più colpito?

MI ha colpito il rapporto che Battiato ha avuto con l'amore. In alcune interviste ha raccontato di non essere mai diventato padre perchè non aveva mai smesso di essere figlio. Credo si tratti di un'ammissione di colpa e nello stesso tempo di un'assunzione di responsabilità senza precedenti e che molti non avrebbero il coraggio di personificare. Il suo essere rude, fuori dagli schemi, mai politicamente corretto ma arditamente preparato tanto da non poter essere quasi mai smentito nei fatti lo ha reso un'artista, molto più di un cantautore o paroliere. L'aspetto che mi ha inoltre più colpito è la sua calma, una mancanza di frenesia così rara ai giorni nostri. Una calma che però non gli ha impedito di essere sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, che non ha mai interrotto la sua voglia di imparare, di studiare, di vivere.

Se avete avuto la fortuna di vederlo dal vivo, raccontateci le vostre emozioni.

Ho avuto la fortuna di vedere Battiato in concerto con Alice. Tre ore di musica di altissimo livello che hanno tenuto il pubblico incollato alle sedie e che hanno richiesto ben tre bis. Battiato, come spesso accaduto, ha parlato poco, spendendo quelle poche parole tra una canzone e l'altra per presentare Alice. Una donna dalla sensibilità acuta, dalla voce mastodontica. Un'artista, mai piegata al business delle case discografiche ma capace di regalare al pubblico un inno come "Per Elisa". Pochi proclami, nessuna richiesta di applausi, nessun saluto particolare. Un concerto dove protagonista è stata la musica. Non sono mancati degli scambi con il pubblico, qualche accenno alla spiritualità orientale e alla meditazione e nemmeno qualche quiz di cultura filosofica, quasi a voler testare la platea. Ma Battiato era così: non amava cantare canzoni di successo ma obiettivamente poco significative (cucurucucu Paloma è una di queste) ma amava muovere fendenti contro la parte più bieca della società. Ricordo ancora la presentazione di "Povera Patria" quella canzone vecchia ma ancora tristemente attuale, diventata il pretesto per una disperata richiesta alla platea: studiate, ragionate, non affidatevi al primo che passa. Sono passati 10 anni da quel concerto, la situazione purtroppo non è cambiata di molto: troppe squallide figure attraversano il Paese, troppa l'ignoranza, troppe le guide che non meriterebbero nemmeno l'ultimo posto in coda. La speranza però permane, la primavera l'aspettiamo ancora ma soprattutto ognuno di noi, ogni giorno, può dare il buon esempio (anche non rispettando le regole se serve) per riaddrizzare un po' l'esistenza. Soprattutto ora che questa terra (sempre che non si sia già rincarnato come lui ha sempre sostenuto) ha perso un buon esempio.

Riflessioni libere

Mi piace pensare che Battiato se ne sia andato più per libera scelta che per altro. Ovviamente era malato e ovviamente non si è suicidato. Tuttavia Battiato in più occasioni ha sostenuto che il passato è passato, si può donare agli altri ma non ci appartiene più. Si vive nel presente e in prospettiva di un futuro. Probabilmente aveva esaurito questa vita, esplorando l'esplorabile e analizzando il possibile. Semplicemente era il momento di cambiare spazio tempo e magari di farci riscoprire la sua essenza, prima di fare qualcosa di banale, cosa mai fatta nella sua vita.

1 commento
  1. Beatrice - Cosanepensate dice:

    Andrea, grazie mille per questo articolo.

    Ci hai fatto ripercorrere la sua vita con poesia. Queste parole sono piene di stima e amore per un Artista che le merita, e, condividendole con noi, ce le hai fatte vivere insieme te. Quindi ancora grazie.

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