Avrei preferito studiare con ragazzi della mia età

Da: Bocciatura: Punizione? Opportunità?

La bocciatura è sempre una punizione, o può essere un'opportunità?

Può anche essere una liberazione da responsabilità per cui non si è maturi a sufficienza.

Decisioni importante devono esser prese solo dalla scuola, o parlandone con i genitori?

A mio avviso ognuno può e deve fare la sua parte, qualche situazione può avere dei risvolti inaspettati.

Anticipatari: vale la pena finire un anno prima?

Nell'economia di una intera carriera scolastica, un anno prima o dopo è trascurabile,

ma senz'altro può aiutare a finire prima e meglio il sentirsi in sintonia con l'ambiente in cui ci si forma,

tenendo conto che la carriera scolastica è un impegno pluriennale.

Riflessioni libere

Sperando di dare un contributo alla discussione, partendo dalla mia esperienza personale
accenno a qualche ricordo, di cui non ho mai parlato.

Ho ovviamente cominciato le elementari a 5 anni, ed a parte qualche buon periodo,
mi sono sentito sempre come un pesce fuor d'acqua.

Particolarmente alla scuola media, dove gli anni contano di più, ho dovuto confrontarmi con ragazzi
che sembravano non i miei compagni ma i miei zii/e,

e ricordo che soprattutto nelle materie umanistiche sentivo che le loro riflessioni erano molto più mature,
in altro modo al di sopra dalla mia portata, devo anche dire che c'era anche qualche ripetente il che
aumentava le distanze di età.

Questo disagio l'ho portato fino all'università, non ho perso anni in quel periodo,ma ho sempre avuto
la convinzione che trovandomi con ragazzi della mia età le cose sarebbero andate meglio

ed alla fine qualche anno l'ho perso dopo per altre ragioni, anche se non posso lamentarmi
avendo comunque finito l'università e con buoni voti.

2 commenti
  1. Beatrice - Cosanepensate dice:

    Grazie mille, davvero, per questa testimonianza.

    Credo non si parli abbastanza dei potenziali aspetti negativi di cominciare un anno prima. Credo, sinceramente, che dei genitori responsabili dovrebbero prendere questa decisione (che comunque richiede il sacrificio non richiesto dal bambino di affrontare la scuola ad un livello di maturità minore degli altri) con il pensiero di poterlo sfruttare in futuro nel caso di momenti di difficoltà.

    Altrimenti è ingiusto e deleterio. Perché farlo crescere confrontandolo a ragazzi più grandi, facendolo quindi sentire, spesso, non all’altezza, inadeguato?

    Credo che i ragazzi vadano ascoltati ed aiutati. Di sfide, nella vita, ne avranno tante. Non capisco quei genitori che vogliono aggiungerne di quasi impossibile, gratuitamente, per nessuna vera ragione se non quella, appunto, di mettere degli stress inutili e a lungo termine nocivi. I genitori devono ascoltare, accompagnare, aiutare i propri ragazzi a passare la loro infanzia, adolescenza, nel modo più proficuo ma anche più sereno.

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    • Giorgio Vaccaro dice:

      Vorrei aggiungere alle tue riflessioni, una mia.

      A volte i figli si confidano poco per vari motivi, tra cui la non piena consapevolezza della loro situazione,
      ed a volte i genitori recepiscono poco i veri problemi dei figli per vari motivi, tra cui la non piena consapevolezza della loro situazione.

      A chi è provvisto di tale consapevolezza figlio o genitore che sia. spetta la parte più difficile.

      Rispondi

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