NIENTE PIU’ PADRINI E MADRINE

7 Aprile 2021 – In alcune diocesi Abruzzesi, il vescovo ha deciso che per i prossimi tre anni le cresime e gli altri sacramenti verranno impartiti  senza la presenza di Padrini e Madrine.

Ecco la motivazione ufficiale:

«La figura del padrino e della madrina, la loro presenza nei sacramenti del Battesimo e della Confermazione risulta spesso una sorta di adempimento formale, in cui rimane ben poco visibile la dimensione della fede. La scelta viene compiuta abitualmente con criteri e finalità diverse (relazioni di parentela, di amicizia, di interesse, ecc.), senza considerare lo specifico ruolo che il padrino e la madrina è chiamato a svolgere ovvero quello di trasmettere la fede che deve vivere in prima persona per poi poterla testimoniare ».

E qui si pongono le prime domande: può una diocesi rivoluzionare uno dei capisaldi della chiesa Cattolica? Si risolve un malcostume svilendo un sacramento?

Appartengo a una di queste diocesi, mio figlio quest’anno riceverà il sacramento della cresima, e a me dispiace tantissimo non poterlo far accompagnare dalla madrina che aveva scelto.

Sono sicura che, come sostiene il Vescovo, alcuni scelgano queste figure in base a degli interessi (regali più importanti), diversi dal ruolo che padrini e madrine dovrebbero assumere nella vita del cresimato ma sono la minoranza. Di solito si scelgono persone a cui si vuole bene, a cui si affidano i propri figli. Il messaggio è: “se dovesse succedermi qualcosa, non lasciarli da soli”.

Questo non è un criterio di amore, di “comunione”, per usare un termine di Chiesa?

Questa presa di posizione della diocesi di Sulmona è peraltro discriminatoria riguardando solo pochi fedeli e non l’intera platea di cattolici in Italia. Un’azione “moralizzatrice” che riguarda solo chi ha la “sfortuna” (da questo punto di vista) di aver avuto dei figli in questo territorio.

Io ho lavorato a stretto contatto con la Chiesa Cattolica, come giornalista vaticanista.

Lavoravo quando è morto Giovanni Paolo II, e, ovviamente, sono arrivati a Roma cardinali da ogni angolo della terra. Loro non sono sacerdoti qualsiasi, sono chiamati “principi della chiesa”, sono potenziali papi, quindi la loro parola dovrebbe valere qualcosa.

Uscivo da ogni intervista o conferenza stampa sempre più allibita… Mi domandavo: “Ma questi davvero appartengono alla stessa chiesa?”. Le visioni, le interpretazioni erano così diverse, opposte. Come si gestisce questo?

Ci si ritrova in diocesi in cui, per esempio, un divorziato risposato viene cacciato e si vede negata la comunione, mentre in altre viene accolto a braccia aperte.

A questo proposito vorrei aprire una piccola parentesi. Per qualche ragione, tutti i peccati, anche i più gravi, come per esempio la pedofilia, possono essere perdonati in due minuti. Basta andare da un prete, raccontare il peccato, pentirsi e si viene assolti. Probabilmente il giorno dopo si pecca di nuovo ma Dio è misericordioso. Concede il perdono. Gli stessi preti possono lasciare la tonaca per sposarsi senza essere condannati, anzi. Allo stesso tempo una persona che decide di interrompere una relazione amorosa, perché tale non è più, si vede bollato col marchio di peccatore per il resto della propria vita.

Come ho detto, anche qui si vedono le diverse anime della chiesa, diversi approcci. Ma è giusto così?

E adesso parliamo di Fede. Io vedo tantissima ipocrisia in molti cattolici praticanti. Sento che alcuni messaggi del Vangelo, spiegati in modo semplice perché tutti possano capirli, anche i bambini, vengono dimenticati.

Prendiamo ad esempio la parabola del figliol prodigo: quando torna a casa, il padre mica chiede di confessare tutti i peccati, fare penitenza e poi lo riaccoglie. No, il padre spalanca le braccia e festeggia il suo ritorno. A prescindere da tutto. Quindi, secondo me, la chiesa dovrebbe farlo. Soprattutto quando si tratta di “peccati” (io non li considero tali) di amore. E riprendo i divorziati, ma soprattutto gli omosessuali. Cos’è se non desiderio di amore?

Cito a tal proposito una seconda parabola: il buon samaritano. Evidentemente già all’epoca era presente una certa dose di ipocrisia. E Gesù ha voluto subito mettere le cose in chiaro. La vera fede non dipende dal numero di volte in cui si va in chiesa. Dipende dai comportamenti nella vita, dal guardare il prossimo, aiutarlo, fermarsi. Quanti paladini, invece, delle nostre “radici cristiane”, lascerebbero morire in mare annegate centinaia, se non migliaia di persone, che arrivano sulle nostre coste per miseria o paura? Quanti altri fingono di aiutarli mettendo in piedi un business milionario che aiuta tutti tranne le vittime della tratta? Se ne dobbiamo parlare da un punto di vista economico o politico, è giusto confrontarsi, trovare soluzione per problemi concreti. Ma da un punto di vista religioso, il dubbio non dovrebbe neanche venire.

Oggi la Chiesa è in crisi. La cosa assurda, secondo me, è che chi la sta tenendo in piedi, sono i conservatori, i critici di Papa Francesco. La cosa mi sorprende. Perché io vorrei chiedere a queste persone: cosa dei messaggi e nei comportamenti di Papa Bergoglio sono in contraddizione con i messaggi del Vangelo?  Chissà dove andrà a finire questa istituzione, così importante. Che ha tante storie, passate e presenti, negative, orribili. Ma che ha portato, con molto meno rumore, tanto aiuto, tanto amore, nel mondo intero.

COSA NE PENSO IO

CHI PUO’ DEFINIRE “FEDE”?

7 Aprile 2021 – In alcune diocesi Abruzzesi, il vescovo ha deciso che per i prossimi tre anni le cresime e gli altri sacramenti verranno impartiti  senza la presenza di Padrini e Madrine.

Ecco la motivazione ufficiale:

«La figura del padrino e della madrina, la loro presenza nei sacramenti del Battesimo e della Confermazione risulta spesso una sorta di adempimento formale, in cui rimane ben poco visibile la dimensione della fede. La scelta viene compiuta abitualmente con criteri e finalità diverse (relazioni di parentela, di amicizia, di interesse, ecc.), senza considerare lo specifico ruolo che il padrino e la madrina è chiamato a svolgere ovvero quello di trasmettere la fede che deve vivere in prima persona per poi poterla testimoniare ».

E qui si pongono le prime domande: può una diocesi rivoluzionare uno dei capisaldi della chiesa Cattolica? Si risolve un malcostume svilendo un sacramento?

Appartengo a una di queste diocesi, mio figlio quest’anno riceverà il sacramento della cresima, e a me dispiace tantissimo non poterlo far accompagnare dalla madrina che aveva scelto.

Sono sicura che, come sostiene il Vescovo, alcuni scelgano queste figure in base a degli interessi (regali più importanti), diversi dal ruolo che padrini e madrine dovrebbero assumere nella vita del cresimato ma sono la minoranza. Di solito si scelgono persone a cui si vuole bene, a cui si affidano i propri figli. Il messaggio è: “se dovesse succedermi qualcosa, non lasciarli da soli”.

Questo non è un criterio di amore, di “comunione”, per usare un termine di Chiesa?

Questa presa di posizione della diocesi di Sulmona è peraltro discriminatoria riguardando solo pochi fedeli e non l’intera platea di cattolici in Italia. Un’azione “moralizzatrice” che riguarda solo chi ha la “sfortuna” (da questo punto di vista) di aver avuto dei figli in questo territorio.

Io ho lavorato a stretto contatto con la Chiesa Cattolica, come giornalista vaticanista.

Lavoravo quando è morto Giovanni Paolo II, e, ovviamente, sono arrivati a Roma cardinali da ogni angolo della terra. Loro non sono sacerdoti qualsiasi, sono chiamati “principi della chiesa”, sono potenziali papi, quindi la loro parola dovrebbe valere qualcosa.

Uscivo da ogni intervista o conferenza stampa sempre più allibita… Mi domandavo: “Ma questi davvero appartengono alla stessa chiesa?”. Le visioni, le interpretazioni erano così diverse, opposte. Come si gestisce questo?

Ci si ritrova in diocesi in cui, per esempio, un divorziato risposato viene cacciato e si vede negata la comunione, mentre in altre viene accolto a braccia aperte.

A questo proposito vorrei aprire una piccola parentesi. Per qualche ragione, tutti i peccati, anche i più gravi, come per esempio la pedofilia, possono essere perdonati in due minuti. Basta andare da un prete, raccontare il peccato, pentirsi e si viene assolti. Probabilmente il giorno dopo si pecca di nuovo ma Dio è misericordioso. Concede il perdono. Gli stessi preti possono lasciare la tonaca per sposarsi senza essere condannati, anzi. Allo stesso tempo una persona che decide di interrompere una relazione amorosa, perché tale non è più, si vede bollato col marchio di peccatore per il resto della propria vita.

Come ho detto, anche qui si vedono le diverse anime della chiesa, diversi approcci. Ma è giusto così?

E adesso parliamo di Fede. Io vedo tantissima ipocrisia in molti cattolici praticanti. Sento che alcuni messaggi del Vangelo, spiegati in modo semplice perché tutti possano capirli, anche i bambini, vengono dimenticati.

Prendiamo ad esempio la parabola del figliol prodigo: quando torna a casa, il padre mica chiede di confessare tutti i peccati, fare penitenza e poi lo riaccoglie. No, il padre spalanca le braccia e festeggia il suo ritorno. A prescindere da tutto. Quindi, secondo me, la chiesa dovrebbe farlo. Soprattutto quando si tratta di “peccati” (io non li considero tali) di amore. E riprendo i divorziati, ma soprattutto gli omosessuali. Cos’è se non desiderio di amore?

Cito a tal proposito una seconda parabola: il buon samaritano. Evidentemente già all’epoca era presente una certa dose di ipocrisia. E Gesù ha voluto subito mettere le cose in chiaro. La vera fede non dipende dal numero di volte in cui si va in chiesa. Dipende dai comportamenti nella vita, dal guardare il prossimo, aiutarlo, fermarsi. Quanti paladini, invece, delle nostre “radici cristiane”, lascerebbero morire in mare annegate centinaia, se non migliaia di persone, che arrivano sulle nostre coste per miseria o paura? Quanti altri fingono di aiutarli mettendo in piedi un business milionario che aiuta tutti tranne le vittime della tratta? Se ne dobbiamo parlare da un punto di vista economico o politico, è giusto confrontarsi, trovare soluzione per problemi concreti. Ma da un punto di vista religioso, il dubbio non dovrebbe neanche venire.

Oggi la Chiesa è in crisi. La cosa assurda, secondo me, è che chi la sta tenendo in piedi, sono i conservatori, i critici di Papa Francesco. La cosa mi sorprende. Perché io vorrei chiedere a queste persone: cosa dei messaggi e nei comportamenti di Papa Bergoglio sono in contraddizione con i messaggi del Vangelo?  Chissà dove andrà a finire questa istituzione, così importante. Che ha tante storie, passate e presenti, negative, orribili. Ma che ha portato, con molto meno rumore, tanto aiuto, tanto amore, nel mondo intero.

LE DOMANDE

  • Cosa significa “Fede”? Chi dovrebbe definirla?
  • Le diverse anime della Chiesa: come gestirle?
  • Perché la Chiesa cattolica è in crisi? Come risolverla?

CHI PUO’ DEFINIRE “FEDE”?

VOI COSA NE PENSATE?

Cosa significa “Fede”? Chi dovrebbe definirla? – Come si gestiscono le diverse anime della Chiesa? – Perché la Chiesa cattolica è in crisi? Come risolverla?