IL RE DI ZALANDO FARA’ IL “MAMMO”

07 Dicembre 2020 – Rubin Ritter, Amministratore Delegato di Zalando, decide di diventare “mammo”, per lasciare spazio alla carriera di sua moglie.

Ho usato il termine“mammo” perché in realtà lo trovo profondamente sbagliato. E’ il termine più comune quando si parla di uomini che decidono di rimanere a casa, che però implica che questa scelta lo fa diventare donna, e non una donna qualunque, una donna identificata unicamente nel suo suo ruolo di madre.

Quando ho presentato il libro “Basta” di Lilli Gruber, ho voluto dare la mia testimonianza dato che appartengo alla categoria delle “casalinghe”Siamo in tante, e siamo completamente trasparenti, non abbiamo più nessuna voce. Vorrei che andaste a vedere quella storia. Bisogna sapere cosa succede ad una donna quando smette di lavorare.

In sintesi, da un giorno all’altro esistiamo solo in quanto madri dei nostri figli e mogli dei nostri mariti. Agli occhi di tutti non abbiamo cultura, interessi, esperienze professionali passate, insomma, non abbiamo intelletto. Quando poi cerchiamo di ritrovare lavoro, non abbiamo nessuna possibilità.

Questo però non succede dappertutto. In molti altri paesi questa scelta viene apprezzata, viene considerata un sacrificio importante, e c’è uno sforzo per aiutarle a reinserirsi nel mondo del lavoro, una volta che i figli sono cresciuti. Inoltre, ci si parla in modo normale e la domanda “che lavoro facevi prima” viene posta, perché nessuno da per scontato che tu sia stata sempre e solo moglie e madre.

Per questa ragione è più facile trovare coppie di mogli in carriera e mariti a casaQuando non ci sono pregiudizi, è più semplice fare questa scelta.

Ho conosciuto una di queste coppie. Ho visto una donna grintosa, brillante, simpatica, e un uomo felice, intelligente, pieno di interessi e passioni che riusciva a coltivare. Sembrava funzionare benissimo.

C’è stato però un piccolo episodio, forse insignificante, che però mi aveva colpito molto. Un giorno, il bambino, che all’epoca aveva 3 anni, correndo è inciampato, si è fatto male e ha cominciato a piangere. La madre si è precipitata per prenderlo in braccio ma il bambino si è girato ed è corso da suo padre. Mi è parso vedere scendere un velo di profonda tristezza nei suoi occhi.

Mi sono allora posta una domanda, che noto ricorrente in tanti libri che parlano di femminismo: esistono una natura femminile e una maschile, o è solo la cultura che porta ad avere particolarità diverse? In questo caso, esiste un istinto materno?

Fin qui abbiamo parlato di principi importantissimi e sui quali io sono pienamente d’accordo. Passiamo ora alla realtà, e voglio essere totalmente onesta con voi. Io sono sempre stata attratta da uomini forti, brillanti, colti. E si può esserlo tranquillamente anche stando a casa. Ma io sono sempre stata molto attratta anche dall’ambizione. Non quella negativa che si intende oggi, ma nel senso di porsi degli obiettivi forse più grandi di noi, tentando con fatica e entusiasmo a raggiungerli e superarlo.

L’ambizione non è compatibile con la vita a casa. Lo so, perché questo è il sacrificio più grande che ho fatto, e che tutte le casalinghe come me devono fare: cancellare ogni propria ambizione di carriera e di successo. (Che poi, non per forza… Credo che questo mio progetto possa definirsi “ambizioso”!)

Gli uomini sarebbero pronti a farlo? E alle donne potrebbe piacere?

COSA NE PENSO IO

VIVA I CASALINGHI!

07 Dicembre 2020 – Rubin Ritter, Amministratore Delegato di Zalando, decide di diventare “mammo”, per lasciare spazio alla carriera di sua moglie.

Ho usato il termine“mammo” perché in realtà lo trovo profondamente sbagliato. E’ il termine più comune quando si parla di uomini che decidono di rimanere a casa, che però implica che questa scelta lo fa diventare donna, e non una donna qualunque, una donna identificata unicamente nel suo suo ruolo di madre.

Quando ho presentato il libro “Basta” di Lilli Gruber, ho voluto dare la mia testimonianza dato che appartengo alla categoria delle “casalinghe”Siamo in tante, e siamo completamente trasparenti, non abbiamo più nessuna voce. Vorrei che andaste a vedere quella storia. Bisogna sapere cosa succede ad una donna quando smette di lavorare.

In sintesi, da un giorno all’altro esistiamo solo in quanto madri dei nostri figli e mogli dei nostri mariti. Agli occhi di tutti non abbiamo cultura, interessi, esperienze professionali passate, insomma, non abbiamo intelletto. Quando poi cerchiamo di ritrovare lavoro, non abbiamo nessuna possibilità.

Questo però non succede dappertutto. In molti altri paesi questa scelta viene apprezzata, viene considerata un sacrificio importante, e c’è uno sforzo per aiutarle a reinserirsi nel mondo del lavoro, una volta che i figli sono cresciuti. Inoltre, ci si parla in modo normale e la domanda “che lavoro facevi prima” viene posta, perché nessuno da per scontato che tu sia stata sempre e solo moglie e madre.

Per questa ragione è più facile trovare coppie di mogli in carriera e mariti a casaQuando non ci sono pregiudizi, è più semplice fare questa scelta.

Ho conosciuto una di queste coppie. Ho visto una donna grintosa, brillante, simpatica, e un uomo felice, intelligente, pieno di interessi e passioni che riusciva a coltivare. Sembrava funzionare benissimo.

C’è stato però un piccolo episodio, forse insignificante, che però mi aveva colpito molto. Un giorno, il bambino, che all’epoca aveva 3 anni, correndo è inciampato, si è fatto male e ha cominciato a piangere. La madre si è precipitata per prenderlo in braccio ma il bambino si è girato ed è corso da suo padre. Mi è parso vedere scendere un velo di profonda tristezza nei suoi occhi.

Mi sono allora posta una domanda, che noto ricorrente in tanti libri che parlano di femminismo: esistono una natura femminile e una maschile, o è solo la cultura che porta ad avere particolarità diverse? In questo caso, esiste un istinto materno?

Fin qui abbiamo parlato di principi importantissimi e sui quali io sono pienamente d’accordo. Passiamo ora alla realtà, e voglio essere totalmente onesta con voi. Io sono sempre stata attratta da uomini forti, brillanti, colti. E si può esserlo tranquillamente anche stando a casa. Ma io sono sempre stata molto attratta anche dall’ambizione. Non quella negativa che si intende oggi, ma nel senso di porsi degli obiettivi forse più grandi di noi, tentando con fatica e entusiasmo a raggiungerli e superarlo.

L’ambizione non è compatibile con la vita a casa. Lo so, perché questo è il sacrificio più grande che ho fatto, e che tutte le casalinghe come me devono fare: cancellare ogni propria ambizione di carriera e di successo. (Che poi, non per forza… Credo che questo mio progetto possa definirsi “ambizioso”!)

Gli uomini sarebbero pronti a farlo? E alle donne potrebbe piacere?

LE DOMANDE

  • Cosa pensate della decisione di Rubin Ritter?
  • Esistono una natura maschile e femminile o sono stereotipi?
  • Qual’è la vostra percezione delle casalinghe?

VIVA I CASALINGHI!

VOI COSA NE PENSATE?

Cosa pensate della decisione di Rubin Ritter? – Esistono una natura maschile e femminile o sono stereotipi? – Qual’è la vostra percezione delle casalinghe?