I VIOLENTI SONO GLI ALTRI

STEFANO CICCONE

Presidente Maschile Plurale

Oggi parliamo di migrazione e minori con Antonella Inverno, responsabile infanzia e adolescenza di Save the Children che per molti anni si è occupata di questo. Se parliamo di migrazione il problema dei bambini è importante e grave tanto quanto quello degli adulti?

Non lo definirei un problema perché si parla di ragazzi che portano risorse. Peràò è una questione da affrontare, in Italia ci sono più di 6mila minori non accompagnati, rappresentano una percentuale consistente degli arrivi dei migranti in generale ma presentano delle questioni particolari rispetto alla loro protezione, che va accordata a loro perché è un diritto. Non sempre le prassi messe in atto a livello locale garantiscono questa protezione.

Purtroppo sappiamo quello che queste persone devono affrontare per arrivare da noi. Le prigioni libiche, i barconi. Tutto questo lo vivono anche i bambini?

Purtroppo si. Noi abbiamo dei programmi sia in frontiera che in alcune maggiori città di transito e di destinazione (Roma Milano Torino Catania) e ascoltiamo spesso le testimonianze dei minorenni che arrivano da soli nel nostro Paese. Sono testimonianze orribili, vicende personali, a parte che quando un minorenne decide o è costretto a lasciare il suo Paese, c’è sempre qualche storia triste dietro le spalle perché lascia la sua famiglia e non dobbiamo cadere nell’equivoco di pensare che siccome sono ragazzini più svegli, perché hanno fatto il viaggio da soli, vengano meno i loro affetti. La mamma e il papà sono sempre la mamma e il papà per tutti. Detto questo, sono ragazzi che durante il viaggio subiscono violenze e soprusi di ogni tipo. Non solo quelli che arrivano dal sud ma anche quelli che arrivano per esempio dalla rotta balcanica. Sono violenze che lasciano dei segni indelebili nella loro psiche. Per questo vanno accolti e protetti in maniera adeguata e professionale.

Cosa succede ai bambini quando arrivano sul nostro territorio?

In Italia c’è una legge che proprio noi abbiamo promosso negli anni scorsi. È una legge che è stata adottata nel 2017 proprio per la protezione e l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che garantisce un sistema organico di presa in carico dei minori stranieri. Non sempre le prassi locali sono rispettose di questa legge. Poi quello che succede è anche che le stesse garanzie non sono previste in tutti i Paesi europei. Molti minorenni non hanno come meta finale quella dell’Italia ma cercano di rendersi invisibili per continuare il loro viaggio verso altri paesi europei.

I bambini che sono arrivati, poi sono cresciuti nel nostro Paese, cosa succede dopo?

Io ho la fortuna di occuparmi di questo dramma da tantissimi anni. Ho seguito tanti ragazzini minori non accompagnati e ho contatti con alcuni di loro ancora adesso a distanza di dieci, quindici anni. Devo dire che quando trovano accoglienza in Italia poi sono una risorsa per il Paese, sono un a risorsa per la cerchia di amici che hanno, per i lavori che fanno. Sono come tutti noi, hanno famiglie, figli, lavori e sono parte attiva della società.

Nel nostro Paese vediamo tanti atteggiamenti razzisti, secondo lei questo succede soprattutto nei confronti degli adulti o anche nei confronti dei bambini.

Allora le persone che hanno queste tendenze adottano questo tipo di comportamenti anche nei confronti dei bambini, il che è gravissimo ma soprattutto funzionano da esempio verso i loro figli, quindi abbiamo sentito di episodi di bambini che se la prendono con i loro pari. Devo dire che la società è però è già cambiata sotto i nostri occhi e noi non ce ne siamo resi conto perché chi va in una scuola oggi si rende conto che siamo un Paese multiculturale e dove c’è un’integrazione fantastica. Se lei chiede a un bambino italiano di descriverle il suo amico musulmano  non dirà musulmano come prima cosa ma dirà il mio amico con gli occhi azzurri a cui piace il calcio ecc.

L’INTERVISTA

STEFANO CICCONE

Presidente

Maschile Plurale

Oggi parliamo di migrazione e minori con Antonella Inverno, responsabile infanzia e adolescenza di Save the Children che per molti anni si è occupata di questo. Se parliamo di migrazione il problema dei bambini è importante e grave tanto quanto quello degli adulti?

Non lo definirei un problema perché si parla di ragazzi che portano risorse. Peràò è una questione da affrontare, in Italia ci sono più di 6mila minori non accompagnati, rappresentano una percentuale consistente degli arrivi dei migranti in generale ma presentano delle questioni particolari rispetto alla loro protezione, che va accordata a loro perché è un diritto. Non sempre le prassi messe in atto a livello locale garantiscono questa protezione.

Purtroppo sappiamo quello che queste persone devono affrontare per arrivare da noi. Le prigioni libiche, i barconi. Tutto questo lo vivono anche i bambini?

Purtroppo si. Noi abbiamo dei programmi sia in frontiera che in alcune maggiori città di transito e di destinazione (Roma Milano Torino Catania) e ascoltiamo spesso le testimonianze dei minorenni che arrivano da soli nel nostro Paese. Sono testimonianze orribili, vicende personali, a parte che quando un minorenne decide o è costretto a lasciare il suo Paese, c’è sempre qualche storia triste dietro le spalle perché lascia la sua famiglia e non dobbiamo cadere nell’equivoco di pensare che siccome sono ragazzini più svegli, perché hanno fatto il viaggio da soli, vengano meno i loro affetti. La mamma e il papà sono sempre la mamma e il papà per tutti. Detto questo, sono ragazzi che durante il viaggio subiscono violenze e soprusi di ogni tipo. Non solo quelli che arrivano dal sud ma anche quelli che arrivano per esempio dalla rotta balcanica. Sono violenze che lasciano dei segni indelebili nella loro psiche. Per questo vanno accolti e protetti in maniera adeguata e professionale.

Cosa succede ai bambini quando arrivano sul nostro territorio?

In Italia c’è una legge che proprio noi abbiamo promosso negli anni scorsi. È una legge che è stata adottata nel 2017 proprio per la protezione e l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che garantisce un sistema organico di presa in carico dei minori stranieri. Non sempre le prassi locali sono rispettose di questa legge. Poi quello che succede è anche che le stesse garanzie non sono previste in tutti i Paesi europei. Molti minorenni non hanno come meta finale quella dell’Italia ma cercano di rendersi invisibili per continuare il loro viaggio verso altri paesi europei.

I bambini che sono arrivati, poi sono cresciuti nel nostro Paese, cosa succede dopo?

Io ho la fortuna di occuparmi di questo dramma da tantissimi anni. Ho seguito tanti ragazzini minori non accompagnati e ho contatti con alcuni di loro ancora adesso a distanza di dieci, quindici anni. Devo dire che quando trovano accoglienza in Italia poi sono una risorsa per il Paese, sono un a risorsa per la cerchia di amici che hanno, per i lavori che fanno. Sono come tutti noi, hanno famiglie, figli, lavori e sono parte attiva della società.

Nel nostro Paese vediamo tanti atteggiamenti razzisti, secondo lei questo succede soprattutto nei confronti degli adulti o anche nei confronti dei bambini.

Allora le persone che hanno queste tendenze adottano questo tipo di comportamenti anche nei confronti dei bambini, il che è gravissimo ma soprattutto funzionano da esempio verso i loro figli, quindi abbiamo sentito di episodi di bambini che se la prendono con i loro pari. Devo dire che la società è però è già cambiata sotto i nostri occhi e noi non ce ne siamo resi conto perché chi va in una scuola oggi si rende conto che siamo un Paese multiculturale e dove c’è un’integrazione fantastica. Se lei chiede a un bambino italiano di descriverle il suo amico musulmano  non dirà musulmano come prima cosa ma dirà il mio amico con gli occhi azzurri a cui piace il calcio ecc.

LE DOMANDE PER VOI

  • Da dove nasce la violenza degli uomini sulle donne?
  • Il vittimismo maschile non è in contraddizione con l’immaginario virile?
  • Ci sono forme di violenza (fisica o psicologica) che considerate non drammatiche?

I VIOLENTI SONO GLI ALTRI

VOI COSA NE PENSATE?

Da dove nasce la violenza sulle donne? – Il vittimismo maschile non è in contraddizione con l’immaginario virile? – Ci sono forme di violenza (fisica o spicologica) che considerate meno drammatiche?