Giulio Regeni: cosa si può, e cosa si deve fare?

Anni e anni senza risposte

03 Luglio 2020 – Il Governo Italiano ha deciso di vendere due fregate Fremm all’Egitto. I genitori di Giulio Regeni, come tutti quelli che supportano la loro causa, ovvero far luce su quello che è davvero successo al ragazzo, insorgono contro questa decisione.

L’Italia prova ad indagare, ma si trova davanti un governo reticente, che comincia subito a depistare, impedendo, ancora oggi, di andare fino in fondo alla faccenda. Promesse dopo promesse, le informazioni che il governo egiziano fornisce all’Italia, con il contagocce, sono ancora assolutamente insufficienti.

Proprio in questi giorni, in un incontro tra i magistrati egiziani e quelli italiani, è arrivato un ennesimo schiaffo al nostro paese e a chi cerca la verità.

Era stata formulata la richiesta di una rogatoria già nel 2019, soprattutto la richiesta di avere il domicilio dei cinque membri dei servizi segreti egiziani molto probabilmente implicati nel rapimento, tortura e omicidio di Giulio Regeni. Dettaglio indispensabile per notificare gli atti della giustizia italiana. Scopriamo adesso che sono stati individuati altri soggetti della National Security, collegati ai cinque fin qui iscritti nel registro degli indagati.

La magistratura egiziana non solo non ha fornito queste informazioni, ma ha richiesto informazioni per delineare meglio le attività di Regeni in Egitto. Richiesta che ha offeso ulteriormente la famiglia. Sembra essere ritornati alla fase in cui l’Egitto giustificava l’accaduto tentando di far passare il ragazzo come una spia.

Tutto questo accade mentre il governo Conte annuncia l’intenzione di vendere 2 fregate militari all’Egitto, fatto che ha indignato la famiglia Regeni e tutti quelli che con loro combattono per arrivare alla verità. Proprio il M5S, aveva assicurato che il nostro paese non avrebbe ripreso questi rapporti commerciali fino a quando non si fosse riusciti a fare chiarezza sul caso, ed evidentemente ne siamo lontanissimi.

La prima domanda che pongo oggi, la pongo con il massimo rispetto, non vuole assolutamente essere una polemica, ma solo una domanda.

Le domande di oggi:

  • In che modo avere rapporti commerciali (soprattutto quando siamo noi a vendere e loro a pagare) potrebbe influire negativamente sugli sforzi per arrivare alla verità? 
  • Perché l’Egitto è stato, e continua ad essere, così reticente nel dare informazioni?
  • Cosa non fa il governo italiano e cosa dovrebbe fare per arrivare alla soluzione di questo caso? 

LE VOSTRE OPINIONI
ALTRE STORIE
POLITICA
CRONACA
LETTURE