POLITICA

PAPA FRANCESCO E LE FAMIGLIE GAY

di Beatrice Negrotto Cambiaso

Direttrice di Cosanepensate.it

L’EDITORIALE

 

Partiamo ovviamente da Giovanni Paolo II. Personaggio carismatico, aveva una visione molto precisa della Chiesa, conservatrice sicuramente. Ma ha saputo dimostrare, durante tutto il suo pontificato, anche tanto amore, e che la porta della Chiesa era sempre aperta, a tutti. 

Poi Benedetto XVI, un papa gentile, intellettuale. Vorrei raccontarvi un aneddoto che lo riguarda per spiegare il mio rapporto con lui. Ho portato dei ragazzi del catechismo alla Giornata Mondiale della Gioventù in Germania. Esperienza bellissima, come sempre, ma, alla messa conclusiva, arrivati al momento della comunione, ho sentito dire in dieci lingue “chi non si è confessato non può fare la comunione”, e sono rimasta spiazzata…

Una delle parabole che considero più significative del Vangelo è quella del Figliol prodigo. Non mi risulta che quando il figlio è tornato, non certo dopo quattro giorni di preghiere, ma dopo aver combinato di tutto e di più, il padre gli abbia detto: “Mettiti in ginocchio, confessati, fai penitenza, e solo dopo potrai entrare a casa mia”. Quindi ho pensato: ma di cosa stiamo parlando? Non mi sento rappresentata da questa Chiesa.

Poi è arrivato Francesco. Già al momento della sua elezione, sentendo il nome che si era scelto, mi sono resa conto, e mi sono sorpresa, che nessuno prima di lui lo aveva fatto. Ma come? San Francesco è uno dei santi che secondo me di più rappresentano in Vangelo.

Da subito ha mostrato una forte rottura con il passato e grandi aperture, alcune molto importanti. 

Vorrei citare quella nei confronti dei divorziati e risposati. Mi sono sempre chiesta: perché l’unico peccato che la Chiesa non perdona mai è l’aver detto “Sì” alla persona sbagliata il giorno del matrimonio? La pedofilia è perdonata, basta una confessione e si ritorna alla comunione. I preti, che in un certo senso sono “sposati” con Dio, possono lasciare e sposarsi. Ma le persone normali che vorrebbero darsi un’altra possibilità di amare loro no, loro vivono nel peccato fino all’ultimo giorno della loro vita.

Torniamo all’argomento di oggi. Gli omosessuali figli di Dio, devono essere riconosciuti come famiglia. Che forza in questo messaggio, che sorpresa!  Per me bellissima, per altri molto meno.

E dato che parliamo di famiglia, vorrei paralre di bambini e di adozioni. Ci sono, nel mondo, molti più orfani o bambini abbandonati rispetto a coppie tradizionali pronte a adottarli. Per tutti gli altri, è davvero meglio vivere in istituto che con una coppia di uomini o di donne? 

 

LE DOMANDE PER VOI

  • I politici capiscono il MES?
  • Cosa pensate dello spettacolo quotidiano al quale stiamo assistendo?
  • Cosa fare (soluzioni concrete) di questa classe politica?

PAPA FRANCESCO E LE FAMIGLIE GAY

LE DOMANDE PER VOI

  • Cosa significa famiglia per voi?
  • Bambini abbandonati crescono meglio in istituti o con coppie gay?
  • Quali messaggi di Papa Francesco non sono coerenti con il Vangelo?

LE VOSTRE OPINIONI

 

Partiamo ovviamente da Giovanni Paolo II. Personaggio carismatico, aveva una visione molto precisa della Chiesa, conservatrice sicuramente. Ma ha saputo dimostrare, durante tutto il suo pontificato, anche tanto amore, e che la porta della Chiesa era sempre aperta, a tutti. 

Poi Benedetto XVI, un papa gentile, intellettuale. Vorrei raccontarvi un aneddoto che lo riguarda per spiegare il mio rapporto con lui. Ho portato dei ragazzi del catechismo alla Giornata Mondiale della Gioventù in Germania. Esperienza bellissima, come sempre, ma, alla messa conclusiva, arrivati al momento della comunione, ho sentito dire in dieci lingue “chi non si è confessato non può fare la comunione”, e sono rimasta spiazzata…

Una delle parabole che considero più significative del Vangelo è quella del Figliol prodigo. Non mi risulta che quando il figlio è tornato, non certo dopo quattro giorni di preghiere, ma dopo aver combinato di tutto e di più, il padre gli abbia detto: “Mettiti in ginocchio, confessati, fai penitenza, e solo dopo potrai entrare a casa mia”. Quindi ho pensato: ma di cosa stiamo parlando? Non mi sento rappresentata da questa Chiesa.

Poi è arrivato Francesco. Già al momento della sua elezione, sentendo il nome che si era scelto, mi sono resa conto, e mi sono sorpresa, che nessuno prima di lui lo aveva fatto. Ma come? San Francesco è uno dei santi che secondo me di più rappresentano in Vangelo.

Da subito ha mostrato una forte rottura con il passato e grandi aperture, alcune molto importanti. 

Vorrei citare quella nei confronti dei divorziati e risposati. Mi sono sempre chiesta: perché l’unico peccato che la Chiesa non perdona mai è l’aver detto “Sì” alla persona sbagliata il giorno del matrimonio? La pedofilia è perdonata, basta una confessione e si ritorna alla comunione. I preti, che in un certo senso sono “sposati” con Dio, possono lasciare e sposarsi. Ma le persone normali che vorrebbero darsi un’altra possibilità di amare loro no, loro vivono nel peccato fino all’ultimo giorno della loro vita.

Torniamo all’argomento di oggi. Gli omosessuali figli di Dio, devono essere riconosciuti come famiglia. Che forza in questo messaggio, che sorpresa!  Per me bellissima, per altri molto meno.

E dato che parliamo di famiglia, vorrei paralre di bambini e di adozioni. Ci sono, nel mondo, molti più orfani o bambini abbandonati rispetto a coppie tradizionali pronte a adottarli. Per tutti gli altri, è davvero meglio vivere in istituto che con una coppia di uomini o di donne?