Critiche alla Scuola e alla Ministra Azzolina

E Whatsapp, e un Grazie

08 Giugno 2020 – Non c’à giorno in cui non si legga una notizia su critiche alla scuola e alla Ministra Azzolina. Allora vorrei parlare anceh io di scuola oggi, e parto dalle chat delle mamme di Whatsapp. Qualsiasi genitore che abbia avuto figli in età scolastica nell’era di smart phone, non ha nulla da imparare da quello che sto per dire. Per gli altri, voglio spiegare come funzionano, perché credo che quelle chat siano abbastanza rappresentative della nostro società. 

Allora, ecco l’aritmetica: un terzo delle mamme pensa in un modo, un terzo in un altro, il terzo un po’ così, un po’ colà, secondo come gira. Poi ce n’è sempre una che dice di no per principio, due che si indignano e lasciano la chat per sempre, per tornarci due giorni dopo, per lasciarla definitivamente alla prossima polemica, per ritornare quattro giorni dopo, ecc.

Questa esperienza mi ha dato voglia di osservare con un poco più di attenzione tutte le critiche che partono quando si affronta la tematica scuola. Perché sento spesso “il paese è sceso in piazza contro la riforma…” o  “contro la ministra…” o “sulla decisione…”. Ma non è l’Italia che scende in piazza, ma una frazione della chat delle mamme di whatsapp!

Se uno osserva bene, legge bene ogni articolo o servizio, si renderà conto che è esattamente quello che sta succedendo. Solo che mettendo tutti questi diversi baccani, fanno pensare che tutti insieme marciano contro. Ma se si va a guardare i dettagli:

Devono rientrare! Si, ma in sicurezza. Quindi banchi separati. Però per farlo bisognerà o cercare altri spazi, ma no! vuol dire metterci nelle mani dei privati! O aprire le scuole la mattina e il pomeriggio, per avere meno ragazzi in classe insieme. Ma no! E dove li troviamo i soldi! E i genitori dei ragazzi che vanno il pomeriggio, che fanno? Allora chiediamo aiuto alle scuole paritarie. Ecco, vedi, si va a dare soldi alle scuole private, vedete?

Se poi si comincia sulla necessità di assumere nuovi maestri e professori, apriti cielo…  quali assumere? Da quali concorsi? Quali graduatorie? E poi: “Il governo mi obbliga a spostarmi per andare a lavorare!” ma… se il numero di bambini nella tua città è tot, e le classi sono già coperte da altri maestri, quale dovrebbe essere la soluzione giusta? Si fanno trasferire i bambini nella tua città perché tu possa rimanere a lavorare lì? O si impongono numero di nascite per riuscire a riempire le classi per tutti i maestri che vogliono lavorare in quel preciso posto?

Ne aggiungo un’altra: ci si lamenta perché “lascia agli altri decidere, non da linee precise, se ne lava le mani!” Ma ditemi, con sincerità, se avesse dato indicazioni precise non si sarebbe detto: “Possibile non si renda conto che le situazioni sono di verse se si parla di Roma Centro o Pescara Colli? ”

No, non avrà mai, mai la possibilità di farne una giusta, una che farà fermare il paese a dirle “Grazie Ministra Azzolina per tutto il suo impegno, per fortuna c’era lei, che si è mossa nei limiti di quello che poteva fare, e lo ha sempre fatto con impegno, con passione, e nel migliore interesse dei ragazzi.”

Io non sono nessuno, ma da madre di tre figli, che non si sono contagiati e non hanno contagiato nessuno rischiando di farli morire, che ha visto tantissimi mezzi messi a disposizione di scuole e maestri, alcuni non si sono sprecati, ma quelli che lo hanno fatto, hanno offerto un ottimo servizio, ed è potuta stare tremante, con l’orecchio appiccicato alla porta della camera di mio figlio mentre presentava la sua prima tesina di terza media, e vederlo prendersi il suo primo diploma ufficiale.

Per quello che possa valere, io, Ministra Azzolina, le dico Grazie, e glielo vorrei dire forte, per coprire il rumore di tutte quelle che non glielo diranno mai.

Voglio concludere parlando degli insulti e delle minacce di cui è stata vittima la Ministra Azzolina. A prescindere da quello che possa fare una donna, o anche un uomo, se è per questo, nulla giustifica questi comportamenti. Vanno puniti, bisogna cominciare a prendere sul serio queste cose e combatterle. 

Le domande di oggi: 

  • Quali sono le priorità per il rientro a scuola a settembre?
  • Pensate che esista, non dico una riforma, manche solo una decisione sulla scuola che non porterebbe mezza Italia in piazza?
  • Cosa pensate si debba fare nei confronti delle persone che insultano e minacciano su internet? 

ALTRE STORIE
POLITICA
CRONACA
LETTURE