COVID 19: QUESTIONE SANITARIA, ECONOMICA, MA SOPRATTUTTO MORALE

29 Ottobre 2020 – Quando sono in tanti ad avere una responsabilità, di solito nessuno se la prende. Invece sono i gesti dei singoli a fare la differenza. Se i contagi sono ripartiti a questi livelli e ci ritroviamo in questa situazione, è colpa di tutte le singole persone che non hanno voluto fare questi piccoli sacrifici che ci sono stati richiesti: mascherina, disinfettarsi le mani, distanza di sicurezza. Il Covid oggi è anche, e soprattutto, una questione morale.

Le domande di oggi: 

  • Come state vivendo questa seconda ondata?
  • Come giudicate il comportamento generale degli Italiani?
  • Cosa dovrebbe fare il governo?

29 Ottobre 2020 – Il Covid 19 è ovviamente prima di tutto una questione sanitaria. Sono migliaia i morti in Italia da marzo. I contagi stanno aumentano in maniera esponenziale, le terapie intensive si riempiono, medici e infermieri combattono battaglie che sanno già perse in partenza, ma non per questo lavorano di meno, e si ricomincia la triste conta delle centinaia di morti quotidiane.

E’ una questione economica. Eravamo già in crisi. Il primo lockdown ha fatto precipitare la situazione e l’evoluzione dell’epidemia, le nuove regole e il possibile nuovo lockdown daranno il colpo di grazia.

Ma il Covide è pure,  forse soprattutto, una questione morale.

Quando i responsabili sono tanti, si tende a non dare responsabilità a nessunoInvece la colpa è di ognuno e, singolarmente, ci si deve portare sulle spalle le conseguenze delle nostre azioni.

Conosciamo tutti, oramai, la gravità di questo virus. Dopo la prima ondata ci sono state date delle linee guida. Noiose, fastidiose, ma francamente accettabili. Portare una mascherina, disinfettarsi le mani, cercare di non ritrovarsi tutti appiccicati gli uni sugli altri.

Se oggi la curva dei contagi risale, se i ragazzi sono tornati alla didattica a distanza, se le palestre, i bar e i ristoranti chiudono, se tantissime altre attività si trovano in difficoltà, non è per colpa del Governo.

Il governo ha le sue colpe, e di quelle ne parleremo in un’altra storia. Ma la responsabilità di questa situazione è di tutti quelli che non hanno voluto fare questi piccoli sacrifici che ci sono stati chiesti.

E’ ora che ci si renda conto di come il gesto di una persona, moltiplicato poi per migliaia, possa creare una situazione tanto drammatica. 

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