BUONISTI UN CAZZO – LUCA BOTTURA

SFOGO LIBERATORIO PER BUONISTI

10 Febbraio 2020 – Voglio parlare di un libro al quale tengo molto, che ha un titolo particolare, spero che mi perdonerete: “Buonisti un cazzo”, di Luca Bottura.

E’ un titolo forte ma giustificato secondo me. Parlo varie lingue, ma non mi risulta che in nessuna, a parte la nostra, si sia mai anche solo tentato di dare un’accezione negativa all’aggettivo buono.

 

Da noi si è fatto, e ha funzionato benissimo. Oramai è quasi impossibile dibattere, usando argomenti “umani”, perché arriva subito l’accusa che chiude ogni discorso: “Buonista!”.

Da italiana mi dispiace e mi fa rabbia. Quindi vorrei parlarne con noi.

Prima delle domande vorrei comunque sottolineare che il libro non parla solo di buonismo, ma di tanti altri argomenti frustranti per l’autore, e, devo dire, per la maggior parte, anche per me. Quindi, buonisti d’Italia, andate a leggervi questo libro! E spero lo leggeranno anche i non buonisti, che possano vedere questa diversa prospettiva, fa sempre bene!

Le domande di oggi:

  • Perché il nostro paese ha sentito la necessità di inventarsi questo termine? 
  • C’è ancora spazio, in Italia, per una “umanità” non “buonista”?
  • Esprimete un’altro tema sul quale vorreste sfogarvi

 

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