BIELORUSSIA: MIGRANTI COME RICATTO

12 Novembre 2021 – Oggi cominciamo a parlare di Bielorussia. È un tema  complesso, e ci tengo a sottolineare che questo non è un sito d’informazione.Arriveranno tante interviste invece a persone che sanno di cosa parlano. Vi presento oggi soltanto i temi che io vorrei affrontare, e sui quali voglio che riflettiamo tutti insieme.

 

Il primo è l’immigrazione. Ci sono tanti problemi diversi: economici come la povertà, le guerre e lo scappare da esse – e in questo caso si tratta di un problema politico, perché la Bielorussia ha fatto arrivare tanti migranti da poter poi mandare in Europa -. Per ricattare l’Europa diciamo con la quale non c’è un grandissimo rapporto, in quanto gli ha apposto delle sanzioni; c’è da dire però che il governo di  Lukashenko non è che sia proprio la democrazia al massimo del suo potenziale.

 

Ci si ritrova quindi con questi poveracci che si ritrovano fra i fucili dei bielorussi che gli dicono di tornare indietro e quelli polacchi che non li fanno entrare. Adesso, che cosa succederà? È un problema questo, che riguarda soprattutto la Germania che confina con la Polonia quindi si tratta di migrazione, anche se numeri sono più piccoli. Il principio chiaramente è diverso perché politico, però rimane il fatto che quando è la Germania a parlare, ci si mobilita di più. Da un lato mobilitarsi  per queste cose è giusto, ma voglio fare una riflessione assieme a voi: sarà forse questo a far sì che un domani l’Europa possa aprire un pochino di più gli occhi a quello che succede nel nostro paese, che qualche problema ce l’abbiamo?

 

Un’altra riflessione che ho fatto è che noi, la mia generazione, in Italia non abbiamo mai vissuto la guerra. È qualcosa di lontano, di astratto, per noi. Non ci rendiamo conto però che in altri paesi è una cosa concreta, perché è stata vissuta. In Polonia tanti hanno vissuto la caduta del muro di Berlino, la fine dell’Unione Sovietica. Loro le armi che sparavano le hanno sentite. E quindi loro si rendono conto che c’è da aver paura in una situazione del genere. Forse noi meno di loro.

 

Ecco, credo che comunque sia giusto affrontarlo da vari punti di vista. Perché ci farà bene anche andare a capire e vedere cosa succede fuori dal nostro paese, ma in uno comunque a noi vicino. Quindi intanto vi pongo le mie domande di oggi:

COSA NE PENSO IO

CONTA SOLO LA POLITICA?

12 Novembre 2021 – Oggi cominciamo a parlare di Bielorussia. È un tema  complesso, e ci tengo a sottolineare che questo non è un sito d’informazione.Arriveranno tante interviste invece a persone che sanno di cosa parlano. Vi presento oggi soltanto i temi che io vorrei affrontare, e sui quali voglio che riflettiamo tutti insieme.

 

Il primo è l’immigrazione. Ci sono tanti problemi diversi: economici come la povertà, le guerre e lo scappare da esse – e in questo caso si tratta di un problema politico, perché la Bielorussia ha fatto arrivare tanti migranti da poter poi mandare in Europa -. Per ricattare l’Europa diciamo con la quale non c’è un grandissimo rapporto, in quanto gli ha apposto delle sanzioni; c’è da dire però che il governo di  Lukashenko non è che sia proprio la democrazia al massimo del suo potenziale.

 

Ci si ritrova quindi con questi poveracci che si ritrovano fra i fucili dei bielorussi che gli dicono di tornare indietro e quelli polacchi che non li fanno entrare. Adesso, che cosa succederà? È un problema questo, che riguarda soprattutto la Germania che confina con la Polonia quindi si tratta di migrazione, anche se numeri sono più piccoli. Il principio chiaramente è diverso perché politico, però rimane il fatto che quando è la Germania a parlare, ci si mobilita di più. Da un lato mobilitarsi  per queste cose è giusto, ma voglio fare una riflessione assieme a voi: sarà forse questo a far sì che un domani l’Europa possa aprire un pochino di più gli occhi a quello che succede nel nostro paese, che qualche problema ce l’abbiamo?

 

Un’altra riflessione che ho fatto è che noi, la mia generazione, in Italia non abbiamo mai vissuto la guerra. È qualcosa di lontano, di astratto, per noi. Non ci rendiamo conto però che in altri paesi è una cosa concreta, perché è stata vissuta. In Polonia tanti hanno vissuto la caduta del muro di Berlino, la fine dell’Unione Sovietica. Loro le armi che sparavano le hanno sentite. E quindi loro si rendono conto che c’è da aver paura in una situazione del genere. Forse noi meno di loro.

 

Ecco, credo che comunque sia giusto affrontarlo da vari punti di vista. Perché ci farà bene anche andare a capire e vedere cosa succede fuori dal nostro paese, ma in uno comunque a noi vicino. Quindi intanto vi pongo le mie domande di oggi:

LE DOMANDE

  • Pensiamo alla politica, a noi, ma a loro? 
  • La Germania parla, l’Europa si attiva. Succederà un giorno anche con l’Italia?
  • Per noi la guerra è impensabile, per altri no. Non rischiamo di sottovalutare la situazione? 

CONTA SOLO LA POLITICA?

VOI COSA NE PENSATE?

Pensiamo alla politica, a noi, ma a loro? – La Germania parla, l’Europa si attiva. Succederà un giorno anche con l’Italia? – er noi la guerra è impensabile, per altri no. Non crishiamo di sottovalutare la situazione?