ANGELO CAPOZZI

Romanista

CHE SOFFERENZA, MA CHE SODDISFAZIONI!

 

06 Maggio 2021 – Parliamo di Roma, romanisti e Mourinho con Angelo Capozzi, romanista di lunga data.

Che cosa significa essere romanisti?

La prima parola che mi viene in mente è sofferenza perché noi siamo abituati a soffrire. Quel poco che abbiamo vinto l’abbiamo sempre dovuto sudare. Penso al povero Sensi che si è dovuto vendere l’albergo Cicerone per comprarsi Batistuta e per fare una squadra che avrebbe dovuto battere tutte le squadre del mondo. Però è anche vero che le vittorie che poi arrivano hanno un sapore diverso rispetto a quelli che vincono facile.

Quale è stata la tua prima reazione quando hai visto la notizia di Mourinho alla Roma?

Sono andato a cercare su più siti perché pensavo a una classica fake news. Invece poi ho iniziato a pensare alle conseguenze, soprattutto quelle sul mercato perché non credo che un allenatore cosi si accontenti di giocare con Perez o qualche altro scarto di altre squadre

Tu citavi Sensi, quando la Roma era davvero una questione di cuore e di famiglia. Dopo lui si sono susseguite varie proprietà che avevano come obiettivo il guadagno. Secondo te c’è qualcosa di diverso nella dirigenza attuale?

Su questo penso che il filone Sensi sia finito. Il presidente tifoso non esiste più. Anche questa nuova proprietà aspira a fare business con la Toyota e a fare lo stadio.

Fino ad ora io ho visto società che comprano giocatori, li fanno diventare bravi e li rivendono guadagnando. Ora però si è preso il secondo allenatore più pagato della serie A, cambia la strategia?

Io mi auguro che l’obiettivo sia vincere. Però per vincere, come dicevo, bisognerà rinnovare la metà della rosa con degli innesti importanti. Ai tempi che abbiamo vinto avevamo Totti Batistuta e Montella, io oggi ne vorrei almeno uno così. E’ probabile che un allenatore come Mourinho non si accontenti di questa rosa quindi forse una piccola speranza c’è. Mi auguro anche se, sentendo un po’ di radio romane, alcune dicono anche che Mourinho nelle ultime due esperienze inglesi ha fallito

Parlavi di radio romaniste, penso che chiunque le abbia ascoltate. E’ un mondo particolare anche perché particolare è il tifo della Roma. Tu che le ascolti come hanno reagito a questa notizia?

Entusiasmo totale ma questo è tipico della Roma: basta che arriva un fuoriclasse e si pensa di vincere tutto poi si perdono due partite e si dispera credendo che si possa andare in serie B

Quali sono le cose più divertenti che hai sentito in questi giorni nelle radio romaniste?

Ho sentito gente che cantava a squarciagola, gente che ha pubblicato la guardiola dei carabinieri dicendo “questa è la guardiola dei laziali”. C’è un entusiasmo più totale ma soprattutto questi che chiamano alle radio sono fomentati. Oggi sentivo parlare di Lewandowski come prossimo acquisto della Roma, sono usciti dei nomi di tutti i tipi, stellari.

Hai parlato di sofferenza, ogni tifoso romanista lo sa ma allora perchè si resta romanisti?

Questa è una bella domanda, ci sono dei momenti in cui dico anche di essere pronto di disdire Sky, soprattutto dopo le batoste prese. Poi magari passano 15 giorni, c’è una partita di cartello e quindi stai lì e sei pronto a tifare di nuovo. Questo è un mistero non so cosa ci dia questa spinta.

Abbiamo parlato prima di Sensi. Rimane una particolarità di questa squadra la romanità, rappresentata soprattutto dai capitani, come Totti, De Rossi. Ora c’è Lorenzo Pellegrini. Secondo te oggi ha lo stesso significato questo attaccamento alla romanità?

Non è lo stesso. Il Capitano sarà unico per sempre, perché ha giocato solo alla Roma, per quello che ha fatto, per i goal che ha segnato. Il buon Pellegrini lo accosterei a personaggi come Aquilani, tipo Giannini. Pellegrini non lo vedo un leader, almeno finora non ha dimostrato di essere un leader.

Secondo te questo non fa perdere un po’ l’anima di questa squadra? Alla fine il tifoso romanista è più attaccato a questo o comincia a pensare che forse sia meglio vincere?

Io voglio sperare che sia la seconda versione. Nel senso che finché siamo stati romantici con i vari Totti e con quelli che abbiamo detto prima, abbiamo visto qualche Coppa Italia e uno scudetto. Vedo che altre squadre meno sentimentali, penso alle squadre del Nord Italia che hanno giocatori anche molto giovani, hanno vinto molto di più di noi e quindi presumo che quella sia la squadra da seguire anche noi se vogliamo vincere.

Fino a qualche anno fa, quando passava la telecamera io i giocatori li riconoscevo oggi no. Prima anche gli stranieri, dopo pochi mesi parlavano romanesco, c’era proprio l’unità dello spogliatoio. Oggi sento che non c’è più

E’ vero però io ricordo anche un Derby dove Totti e De Rossi erano i peggiori in campo e dove Ranieri ebbe il coraggio di sostituirli permettendo alla Roma di raddrizzare una partita che se non fosse andata cosi Ranieri se ne sarebbe dovuto andare via da Roma scortato dalla Polizia. A volte il sentimento può anche irrigidire le gambe e la testa in campo

Parliamo di Juve, finalmente si è spezzato l’incantesimo. Come l’hai vissuta tu questa cosa?

Io la vedo con estremo piacere, però, io individuo nelle società la responsabilità. Hanno un patrimonio giocatori pazzesco e l’hanno messo in mano a un allenatore inadeguato per risparmiare  sull’ingaggio io presumo.  Come avere una Ferrari e metterla in mano a un pilota di formula 3 e ne hanno pagato le conseguenze.

Parliamo della Superlega, morta prima di nascere. Secondo te sarebbe stata positiva o negativa?

Io la vedo negativamente, perché sarebbe stata la vittoria del calcio business, giocato esclusivamente per i soldi, dietro la parvenza che si sarebbe fatto solo per lo spettacolo ma sarebbe stata la vittoria dei club più forti a discapito dei club economicamente meno forti. Sarebbe stata la disfatta delle varie Atalanta e di squadre che altrimenti rimarrebbero sempre ai margini del calcio.

Il mio problema con la Superlega è che si toglierebbe alle piccole squadre di godere di piccole vittorie che per loro sono enormi. Quanto conta per te la tifoseria nel mondo del calcio?

Purtroppo nel calcio moderno la tifoseria ha un valore molto basso perché si misura tutto in termini economici e i diritti tv rendono in modo imparagonabile ai biglietti che possono essere venduti. Quindi è normale che chi comanda il calcio sono i signori che gestiscono le tv. Mentre un tifoso che porta  i 50 euro al botteghino è una goccia in mezzo al mare e quindi avrà sempre meno peso.

Le nostre squadre ma anche quelle più forti fanno molta fatica a vincere in Europa, secondo te perché?

Noi abbiamo un gioco lentissimo rispetto a loro. Atleticamente abbiamo un livello decisamente più basso, i nostri giocatori non reggono lo scontro fisico con gli atleti delle altre squadre. Credo sia una questione di mentalità anche dei club in generali. Mourinho potrebbe rompere questi dogmi.

Concludiamo parlando del rapporto tra tifosi romanisti e Mourinho: lui anni fa ci disse “Zeru tituli”.

Mo, se ci fa vincere si dimentica tutto. Ma di certo di fronte al primo ostacolo, riemergerà tutto perché il tifoso romanista è così, non ha equilibrio. Passa dall’entusiasmo sfrenato alla delusione più totale.

ANGELO CAPOZZI

Romanista

 

06 Maggio 2021 – Parliamo di Roma, romanisti e Mourinho con Angelo Capozzi, romanista di lunga data.

Che cosa significa essere romanisti?

La prima parola che mi viene in mente è sofferenza perché noi siamo abituati a soffrire. Quel poco che abbiamo vinto l’abbiamo sempre dovuto sudare. Penso al povero Sensi che si è dovuto vendere l’albergo Cicerone per comprarsi Batistuta e per fare una squadra che avrebbe dovuto battere tutte le squadre del mondo. Però è anche vero che le vittorie che poi arrivano hanno un sapore diverso rispetto a quelli che vincono facile.

Quale è stata la tua prima reazione quando hai visto la notizia di Mourinho alla Roma?

Sono andato a cercare su più siti perché pensavo a una classica fake news. Invece poi ho iniziato a pensare alle conseguenze, soprattutto quelle sul mercato perché non credo che un allenatore cosi si accontenti di giocare con Perez o qualche altro scarto di altre squadre

Tu citavi Sensi, quando la Roma era davvero una questione di cuore e di famiglia. Dopo lui si sono susseguite varie proprietà che avevano come obiettivo il guadagno. Secondo te c’è qualcosa di diverso nella dirigenza attuale?

Su questo penso che il filone Sensi sia finito. Il presidente tifoso non esiste più. Anche questa nuova proprietà aspira a fare business con la Toyota e a fare lo stadio.

Fino ad ora io ho visto società che comprano giocatori, li fanno diventare bravi e li rivendono guadagnando. Ora però si è preso il secondo allenatore più pagato della serie A, cambia la strategia?

Io mi auguro che l’obiettivo sia vincere. Però per vincere, come dicevo, bisognerà rinnovare la metà della rosa con degli innesti importanti. Ai tempi che abbiamo vinto avevamo Totti Batistuta e Montella, io oggi ne vorrei almeno uno così. E’ probabile che un allenatore come Mourinho non si accontenti di questa rosa quindi forse una piccola speranza c’è. Mi auguro anche se, sentendo un po’ di radio romane, alcune dicono anche che Mourinho nelle ultime due esperienze inglesi ha fallito

Parlavi di radio romaniste, penso che chiunque le abbia ascoltate. E’ un mondo particolare anche perché particolare è il tifo della Roma. Tu che le ascolti come hanno reagito a questa notizia?

Entusiasmo totale ma questo è tipico della Roma: basta che arriva un fuoriclasse e si pensa di vincere tutto poi si perdono due partite e si dispera credendo che si possa andare in serie B

Quali sono le cose più divertenti che hai sentito in questi giorni nelle radio romaniste?

Ho sentito gente che cantava a squarciagola, gente che ha pubblicato la guardiola dei carabinieri dicendo “questa è la guardiola dei laziali”. C’è un entusiasmo più totale ma soprattutto questi che chiamano alle radio sono fomentati. Oggi sentivo parlare di Lewandowski come prossimo acquisto della Roma, sono usciti dei nomi di tutti i tipi, stellari.

Hai parlato di sofferenza, ogni tifoso romanista lo sa ma allora perchè si resta romanisti?

Questa è una bella domanda, ci sono dei momenti in cui dico anche di essere pronto di disdire Sky, soprattutto dopo le batoste prese. Poi magari passano 15 giorni, c’è una partita di cartello e quindi stai lì e sei pronto a tifare di nuovo. Questo è un mistero non so cosa ci dia questa spinta.

Abbiamo parlato prima di Sensi. Rimane una particolarità di questa squadra la romanità, rappresentata soprattutto dai capitani, come Totti, De Rossi. Ora c’è Lorenzo Pellegrini. Secondo te oggi ha lo stesso significato questo attaccamento alla romanità?

Non è lo stesso. Il Capitano sarà unico per sempre, perché ha giocato solo alla Roma, per quello che ha fatto, per i goal che ha segnato. Il buon Pellegrini lo accosterei a personaggi come Aquilani, tipo Giannini. Pellegrini non lo vedo un leader, almeno finora non ha dimostrato di essere un leader.

Secondo te questo non fa perdere un po’ l’anima di questa squadra? Alla fine il tifoso romanista è più attaccato a questo o comincia a pensare che forse sia meglio vincere?

Io voglio sperare che sia la seconda versione. Nel senso che finché siamo stati romantici con i vari Totti e con quelli che abbiamo detto prima, abbiamo visto qualche Coppa Italia e uno scudetto. Vedo che altre squadre meno sentimentali, penso alle squadre del Nord Italia che hanno giocatori anche molto giovani, hanno vinto molto di più di noi e quindi presumo che quella sia la squadra da seguire anche noi se vogliamo vincere.

Fino a qualche anno fa, quando passava la telecamera io i giocatori li riconoscevo oggi no. Prima anche gli stranieri, dopo pochi mesi parlavano romanesco, c’era proprio l’unità dello spogliatoio. Oggi sento che non c’è più

E’ vero però io ricordo anche un Derby dove Totti e De Rossi erano i peggiori in campo e dove Ranieri ebbe il coraggio di sostituirli permettendo alla Roma di raddrizzare una partita che se non fosse andata cosi Ranieri se ne sarebbe dovuto andare via da Roma scortato dalla Polizia. A volte il sentimento può anche irrigidire le gambe e la testa in campo

Parliamo di Juve, finalmente si è spezzato l’incantesimo. Come l’hai vissuta tu questa cosa?

Io la vedo con estremo piacere, però, io individuo nelle società la responsabilità. Hanno un patrimonio giocatori pazzesco e l’hanno messo in mano a un allenatore inadeguato per risparmiare  sull’ingaggio io presumo.  Come avere una Ferrari e metterla in mano a un pilota di formula 3 e ne hanno pagato le conseguenze.

Parliamo della Superlega, morta prima di nascere. Secondo te sarebbe stata positiva o negativa?

Io la vedo negativamente, perché sarebbe stata la vittoria del calcio business, giocato esclusivamente per i soldi, dietro la parvenza che si sarebbe fatto solo per lo spettacolo ma sarebbe stata la vittoria dei club più forti a discapito dei club economicamente meno forti. Sarebbe stata la disfatta delle varie Atalanta e di squadre che altrimenti rimarrebbero sempre ai margini del calcio.

Il mio problema con la Superlega è che si toglierebbe alle piccole squadre di godere di piccole vittorie che per loro sono enormi. Quanto conta per te la tifoseria nel mondo del calcio?

Purtroppo nel calcio moderno la tifoseria ha un valore molto basso perché si misura tutto in termini economici e i diritti tv rendono in modo imparagonabile ai biglietti che possono essere venduti. Quindi è normale che chi comanda il calcio sono i signori che gestiscono le tv. Mentre un tifoso che porta  i 50 euro al botteghino è una goccia in mezzo al mare e quindi avrà sempre meno peso.

Le nostre squadre ma anche quelle più forti fanno molta fatica a vincere in Europa, secondo te perché?

Noi abbiamo un gioco lentissimo rispetto a loro. Atleticamente abbiamo un livello decisamente più basso, i nostri giocatori non reggono lo scontro fisico con gli atleti delle altre squadre. Credo sia una questione di mentalità anche dei club in generali. Mourinho potrebbe rompere questi dogmi.

Concludiamo parlando del rapporto tra tifosi romanisti e Mourinho: lui anni fa ci disse “Zeru tituli”.

Mo, se ci fa vincere si dimentica tutto. Ma di certo di fronte al primo ostacolo, riemergerà tutto perché il tifoso romanista è così, non ha equilibrio. Passa dall’entusiasmo sfrenato alla delusione più totale.

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