Accordo Autostrade per l’Italia

“Vite fait, bien fait?”

17 Luglio 2020 – Raggiunto l’accordo con Autostrade per l’Italia. Solo una settimana prima si leggevano sui gioranli le critiche alla gestione tardiva di Giuseppe Conte. Si vedeva l’inaugurazione del Ponte Morandi, crollato il 14 Agosto 2018, per colpa di mancati controlli e manutenzione da parte dei concessionari, 43 vittime, ripagato interamente con i soldi pubblici, andare in mano proprio alla famiglia Benetton.

I giornalisti “seguono la vicenda”, ed è quello che pensavo che avrei fatto, la mattina dopo la riunione notturna. Mi sveglio, accendo l’iPad, scarico il giornale, pronta a leggere la nuova proposta, i commenti più o meno sensati, ma no. “Accordo trovato”, con tutti i punti voluti dal Governo accettati, e forse uno degli aspetti più importanti, l’impossibilità di fare ricorso.

Ed ecco che, “vite fait” (e ancora voglio capire se “bien fait”, perché tendo ad essere scettica di fronte alle cose sembrano troppo facili), autostrade ridiventano pubbliche, in una notte. 

Una delle principali ragioni del mio scetticismo nasce dal potere che di solito hanno gli imprenditori privati, spesso dovuto ai metodi poco trasparenti ed onesti usati per assicurarselo. Per questo che una domanda mi nasce spontanea: perché i Benetton hanno accettato con tanta facilità? 

Sicuramente un problema ce l’ho, e penso di non essere la sola: non posso dire di aver capito nei dettagli tutti i punti dell’accordo e le loro conseguenze. Per questo che, come in altri casi, andrò a chiedere aiuto a chi ci capisce più di me, quindi vi consiglio di guardare l’intervista. 

Le domande di oggi: 

  • Cosa pensate dell’accordo tra il Governo e Autostrade per l’Italia? E perché i Benetton hanno accettato?
  • Anche voi siete convinti che una gestione pubblica sia migliore di una privata?
  • Cosa ci dice della salute del Governo Conte questa vittoria? 

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