UMILIANTE DOVER SEGUIRE IL LETTORE DISTRATTO

STEFANO CORTELLETTI

Giornalista – Il Caffè – Il Messaggero

16 Aprile 2021 – Abbiamo parlato di Covid: che non ha cancellato tutte le notizie ma ha forse messo in secondo piano le notizie estere. Abbiamo parlato del mondo dell’informazione: purtroppo è un business, ci sono notizie che fanno cliccare, altre no. E’ umiliante per un giornalista che crede nel suo mestiere dover seguire quello che vuole il pubblico. Ma è importante continuare a fare un certo tipo di informazione, giusta. Si è parlato del linguaggio dei media: anche le notizie più complesse andrebbero spigate in modo semplice per rendere il popolo più consapevole e meno influenzabile dalla politica della semplificazione. Abbiamo parlato di stampa locale: alternativa ai grandi media. E’ vicina alla gente, deve raccontare la cronaca ma anche spiegare i meccanismi politici e amministrativi perché non è vero che è sempre colpa dei governi. Riuscire a far leggere un titolo e una didascalia, in un mondo distratto, è un traguardo.

Da un anno si parla quasi esclusivamente di Covid, ci sono delle notizie che si sono perse, quali sono?

Ma guarda, no, tutto dipende dalla fonte a cui si attinge. Il Covid non ha messo in secondo piano altre notizie importanti, diciamo che il Covid è andato di pari passo con la politica, con le varie crisi di Governo, si è continuato a parlare di cronaca.

Magari si è un po’ trascurato quello che succede nel mondo e quindi ci si è dimenticati di molte guerre che sono ancora in corso, che fanno notizia soltanto quando viene ucciso qualche militare italiano. Indubbiamente la situazione internazionale è stata un po’ messa da parte e poi torna alla ribalta come successo con la crisi tra Erdogan e Draghi.

Comunque, le guerre come la Siria ce la siamo dimenticata, ad esempio. l’Afghanistan ce lo siamo dimenticato Tutto ciò che sta succedendo nell’Africa sub sahariana dove purtroppo c’è ancora una guerra che però fa notizia soltanto quando magari ci sono delle cose clamorose ed eclatanti come attentati con più di 50 – 60 morti. Forse la situazione internazionale viene un po’ messa da parte per il resto comunque la copertura c’è. Diciamo che è discutibile, magari, come vengono coperte determinate notizie: posso far l’esempio di un fatto di cronaca che è successo penso a metà marzo, quello relativo a un uomo investito da un autobus. La notizia era che aveva appena fatto il vaccino. Francamente accostare il vaccino a una morte per incidente è sicuramente fuori luogo e fa perdere quella che è la fiducia dei lettori nei confronti dei giornalisti.

Un’altra disinformazione che è stata fatta per esempio è quella relativa ad AstraZeneca: l’azienda ha deciso di dare il nome al vaccino e quindi non chiamarlo AstraZeneca come la società e qualcuno l’ha fatta passare come un rifarsi una verginità per cancellare le polemiche. Semplicemente hanno dato un nome a questo vaccino che veniva chiamato con il nome della società che è come se chiamassimo il Viagra Pfizer, tutto qui.”

Tu dici che anche le altre notizie vengono riportate. Ma gli si dà il giusto spazio? Per esempio ,nel Lazio l’arresto della responsabile del settore rifiuti della Regione Lazio, o la vendita di Iveco ai cinesi. Voglio dire sono state riportate le notizie ma non si è creato dibattito come è avvenuto invece con quella ragazzina scomparsa tanti anni fa. Non è un problema? Si coprono le notizie ma non se ne parla davvero?

Allora la ragazzina è diventata più un fatto di gossip che un fatto di cronaca che vent’anni fa ha fatto parlare tantissimo giornali e telegiornali. Adesso è stato ridotto a un semplice fatto televisivo e lo dimostra questo voler dare l’annuncio in diretta della prova del DNA tramite un canale televisivo russo. Sinceramente va un po’ a far scadere quello che è un dramma familiare, un dramma che poi ha coinvolto tutta l’Italia per cui io non la chiamerei notizia e la etichetterei come gossip.

Per quanto riguarda gli arresti clamorosi nel Lazio è vero che a livello nazionale se ne è parlato poco e anche vero che purtroppo c’è poco interesse, nel senso che la gente ormai si è rassegnata al fatto che secondo il sentire comune nella politica soprattutto se c’entrano i rifiuti c’è comunque del marcio ed è quasi scontato che ci siano degli arresti e delle inchieste.

Io non do tanto la colpa alla stampa anche se poi, soprattutto in provincia di Latina e quella di Frosinone, la stampa era coinvolta in un certo qual modo anche se indirettamente in questi arresti, perché comunque sappiamo che una delle persone coinvolte in questo scandalo dei rifiuti della regione Lazio è una persona vicina a un gruppo editoriale molto forte in provincia di Latina e Frosinone.  Questo un po’ ha fatto passare in secondo piano la notizia almeno in provincia di Latina e Frosinone. Comunque, il lettore non vuole saperne più di tanto, nel senso che non è interessato.  Purtroppo, il lettore medio è orientato più a leggere notizie che possono suscitare sensazioni. Paradossalmente fa più notizia un cagnolino ritrovato per strada che non un arresto per lo scandalo dei rifiuti

Tu dici che non è colpa dei media: però non dovrebbe essere il ruolo del giornalista quello di richiamare l’attenzione delle persone su quelle che sono davvero le notizie importanti e spiegare loro perché queste notizie li toccano più direttamente?

Qui purtroppo entra in ballo il business, entra in ballo il gioco dei clic, entra in ballo il gioco della vendita dei giornali. Sappiamo che ci sono delle notizie che fanno clic e quindi fanno guadagnare, altre notizie che sono importanti ma non fanno guadagnare, non fanno letture, quindi non creano pubblicità.  Ecco perché dico che non è poi così tanto colpa della stampa, dei giornali e dei giornalisti

E’ colpa forse di un sistema che ci porta a dover seguire tutto quello che vogliono leggere le persone. L’anno scorso l’ho vissuto in prima persona. Io faccio il giornalista per diverse testate, anche nazionali, mi sono reso conto che le notizie che non riguardavano il Covid venivano completamente ignorate perché la gente voleva sapere soltanto di Covid e paradossalmente anche se andavi a dare notizie importanti per cercare di alleggerire un poco una situazione abbastanza pesante, stavamo vivendo il primo lockdown, comunque ti ignoravano se non parlavi di Covid. Per questo dico che purtroppo il giornale e il giornalista deve seguire l’onda emotiva della popolazione.

Da questo punto di vista secondo te c’è una differenza tra i media mainstream e i più piccoli alternativi, nel senso che i grandi ricevono finanziamenti ma ne vogliono sempre di più, vogliono sempre più soldi. I piccoli sono più liberi rispetto a questo, possono andare a cercare le notizie meno popolari e più interessanti?

Indubbiamente i piccoli media devono comunque essere alternativi, non possono fare la guerra ai grandi colossi dell’informazione come Corriere, Repubblica, il Messaggero, per cui devono trovarsi una loro fetta di mercato, una loro fetta di lettori che non seguono quello che è il settore di riconoscimento della testata nazionale importante.

Per cui si ci provano. Con quali risultati? Non lo so. Indubbiamente va premiato un lavoro che cerca di differenziare l’informazione. Se non fosse stato per i piccoli media magari determinati scandali non sarebbero mai usciti però certo è difficile. Si tratta di un mondo molto particolare e purtroppo come dicevo prima l’economia e la necessità di fare soldi sulle notizie poi alla fine fa prevalere un linea editoriale rispetto ad un’altra

Da giornalista quanto è frustrante questo: non poter andare a seguire notizie che consideri importanti e invece dover trovare notizie che consideri più superficiali che però interessano alla gente?

Non è frustrante è umiliante per una persona che crede in questo lavoro, che crede nell’informazione, che vive il giornalismo come missione. Ti rendi conto che purtroppo devi assecondare quello che è il lettore e non stiamo parlando di assecondare l’editore ma di assecondare il lettore che è ancora peggio. E’ come se dall’altra parte tu non avessi un pubblico attento ma avessi un pubblico distratto per cui qualsiasi cosa tu faccia, se non è quello che loro vogliono sentirsi dire, diventa tempo perso.

Io penso comunque che sia importante continuare a fare un certo tipo di informazione, sia importante continuare a dare tutte le informazioni nel modo giusto, a darle nel modo equilibrato. Se c’è da bastonare giusto bastonare se c’è da fare i complimenti è giusto fare i complimenti. Quanto avrà successo questo modo di fare giornalismo questo non lo so e purtroppo sarà un risultato che potremmo vedere soltanto a lungo termine.

Si parla molto di populismo, in modo negativo. Gli intellettuali sostengono che bisogna alzare il livello. Ma non sarebbe invece importante spiegare in modo semplice anche notizie che sembrano lontane e in realtà toccano la quotidianità delle persone?

Ci sono alcune testate che hanno la puzza sotto il naso e fanno sentire i lettori ignoranti e questo è un grande limite perché molto spesso alcune testate si rivolgono a un pubblico ben determinato, a una fascia di lettori con una cultura medio alta. Io ti dico che spesso leggendo alcuni articoli di alcune testate blasonate mi sento un po’ stupido e non li capisco. Io leggo, mi informo, guardo tantissimi telegiornali facendo questo lavoro e apprendo anche dalle fonti dirette.

Per cui tante notizie io le conosco prima che escano sulla stampa e sui siti. A volte mi sento ignorante perchè leggo determinate vicende soprattutto a livello economico e non riesco a comprendere nonostante io abbia la mia laurea, abbia il mio background culturale, abbia comunque la mia esperienza. Per cui io direi che forse è  il caso che la stampa provi a spiegare anche al cittadino medio e se vuole veramente informare debba spiegare quello che sta accadendo, perché determinati meccanismi finanziari sono fondamentali anche per la sopravvivenza stessa del pianeta .

Se spiegati con tecnicismi non arrivano: ad esempio trovo molto interessante una rubrica di Sky Tg 24 che spiega la politica in modo semplice spiegando alcune funzioni che sono fondamentali per il mantenimento del tessuto economico. Ecco queste vengono spiegate con parole semplici, non banalizzate. Ci sono modi diversi per dire la stessa cosa.

Sto leggendo il libro di Roger Abravanel “Aristocrazia  2.0”.  Lui sostiene che l’aristocrazia moderna si identifichi con chi ha istruzione non con chi ha un titolo nobiliare. In sostanza i figli di persone acculturate avranno più possibilità di arrivare. Non è vera meritocrazia ma una vera aristocrazia perché chi non ne fa parte ha molte più strade precluse.  Credi sia vero?

Magari ci fosse la meritocrazia in Italia, purtroppo sappiamo perfettamente che non è così. La meritocrazia resta ancora un obiettivo non raggiungibile al momento: purtroppo in Italia chi è più bravo e studia viene messo da parte da chi riesce a fare strada in maniera alternativa, non dico poco lecita ma in maniera alternativa, cioè raggiunge la stessa meta senza spaccarsi le ossa.

Il populismo politico purtroppo colpisce una grande parte di popolazione che si sente esclusa, che banalizza spesso gli argomenti. Prendiamo ad esempio l’immigrazione, per tornare un attimo alla prima domanda cioè di cosa non si è parlato in questo periodo di Covid.

Si è parlato forse meno di sbarchi, ma diciamo pure che forse se ne è parlato troppo prima , troppo e male.

Io penso che in realtà l’immigrazione sia un fenomeno naturale che c’è sempre stato. Affrontare l’immigrazione come ghettizzare il diverso, questo sicuramente ha fatto male a quello che è il nostro sentire, però purtroppo è andato a colpire un momento storico in cui gli italiani si sentono carenti di soldi, di attenzione per cui c’è sempre questa attenzione morbosa sullo straniero. Celebre lo slogan prima gli italiani, che non vuol dire niente.  Mi riallaccio alla meritocrazia: che vuol dire prima gli italiani?  Prima i meritevoli. Poi se ci sono dei cittadini diventati italiani ma nati in Stati sono da considerarsi italiani per cui la meritocrazia, teoricamente, dovrebbe far riuscire chi è più bravo e basta.

Il sovranismo ha purtroppo creato questo spauracchio del vederci uno straniero che ci scavalca, eppure vediamo che tutti i direttori dei musei più importanti a livello nazionale sono stranieri. Qui non si può fare un discorso “prima gli italiani” prima i più bravi, tutto qua

Tornando al discorso dei media e dei soldi: spiegare le notizie in modo più semplice e interessante non allargherebbe il bacino d’utenza e quindi renderebbe anche più interessante il tutto anche dal punto di vista economico?

Ma indubbiamente rendere le notizie più leggibili converrebbe a tutti. C’è quell’Elite di cui parlavi che comunque continua a portare avanti il suo modo di vedere il mondo, si sente depositaria di un sapere che magari il “populino “non riesce a comprendere.

Comunque si converrebbe a tutti quanti semplificare. Capire i meccanismi dell’economia, ad esempio ci renderebbe più consapevoli di certe scelte. Troppo facile dire, ad esempio, il Governo vuole farci chiudere, ci sta uccidendo, perché non stanzia soldi. Ecco andrebbe spiegato alle persone che ci sono dei meccanismi che non possono essere derogati.

Il compito della stampa dovrebbe essere quello di far capire alle persone che non sono tutti brutti sporchi e cattivi quelli che ci comandano, semplicemente stanno scegliendo in maniera tale da rendere la situazione che stiamo vivendo più sopportabile per tutti quanti. I soldi non si coltivano nel campo dei miracoli, i soldi arrivano dalla pressione fiscale, chi non paga le tasse è corresponsabile di una situazione di crisi diffusa.

Non è vero che ci comanda e ci governa vuole fare il disinteresse della classe medio bassa perché non conviene a nessuno avere una fascia di povertà molto ampia, perché significa avere persone che non pagano le tasse. Capire il funzionamento di un bilancio dello Stato, capire che la coperta è quella, sarebbe molto più conveniente per tutti. Molto speso non c’è tempo, non c’è voglia. Non voglio vederci dietrologia in questo., spesso i miei colleghi fanno un lavoro molto approssimativo: è molto più facile scrivere come ti viene piuttosto che impegnarti a far capire. Mettiamoci anche che i giornalisti sono pagati poco, per cui o la vivi come missione o altrimenti cerchi di portare a casa la pagnotta e via. Ci vorrebbe più responsabilità da parte del giornalista per comprendere che il giornalismo è una missione più che un semplice lavoro.

Mi diverte far notare spesso, che solo nella lingua italiana esiste l’espressione “Piove governo ladro”. Secondo te da dove proviene e come si può uscire da questa mentalità per cui si da sempre tute le colpe al Governo?

Beh, piove governo ladro, mi pare si riferisse a una tassa sulla pioggia messa nel medioevo. Significava che per ogni giorno di pioggia i contadini avrebbero pagato tasse. Da lì poi diventò, con il primo governo Monti, piove governo di larghe intese. Comunque, la colpa è sempre di qualcuno e fa comodo per le persone dare la colpa a qualcun altro.

Quando Kennedy disse non chiedetevi cosa può fare l’America per voi ma cosa voi potete fare per l’America era una frase all’epoca tropo innovativa ma lo sarebbe anche oggi perché in realtà è il cittadino che dovrebbe essere il primo fautore del cambiamento. Invece fa comodo rimanere seduti sulla propria poltrona e lamentarsi di tutto e di tutti.

Piove governo ladro purtroppo è lo specchio di quello che viviamo. Un cittadino tedesco americano non direbbe mai piove governo ladro, questo purtroppo è un nostro limite, che viene cavalcato da certa politica che gioca sulla semplificazione dei problemi per ottenere consensi. Io piove governo ladro non lo direi mai

Tu scrivi anche per un media locale. Quanto è importane l’informazione che parla di eventi molto vicini alle persone?

E’ esattamente quello che succede a livello nazionale. A livello locale è importante che le persone si sentano coinvolte nella vita politica della città in cui vivono. Per cui capire cosa accade a livello politico e cercare di interessarle a quello che avviene è un compito del giornalista locale. Perché si, c’è il governo nazionale ma poi ci sono i tributi locali da pagare, ci sono i lampioni che a volte sono spenti, le strade da sistemare, c’è l’immondizia che non viene raccolta in maniera puntuale, ci sono le discariche abusive. Perché accade questo? Sempre perché è colpa del governo ladro e quindi quello che accade a livello nazionale viene riportata a livello locale per cercare di addossare una colpa sempre a chi governa?

Ecco qui il compito del giornalista locale: cercare di spiegare cosa accade, le dinamiche, cercare di informare i cittadini che quando vanno al voto, una volta ogni cinque anni, poi viene eletto un consiglio comunale, poi viene nominata dal sindaco una giunta e c’è un lavoro che non è un lavoro che fanno per interessi personali.

Io lavoro anche con la pubblica amministrazione e posso dire che rubare è davvero molti difficile, è quasi impossibile. Con le restrizioni e i paletti che sono stati messi soprattutto negli ultimi dieci anni, l’amministratore è diventato un burocrate. Non c’è più la scelta politica che può fare un amministratore, perché son talmente tanti i paletti da rispettare che ormai anche lo stesso bilancio comunale è ingessato.

Per cui spiegare anche questo alle persone, che non è sempre colpa di chi ci governa se non vengono riparate le strade, che non è sempre colpa dell’assessore di turno se la raccolta differenziata non va bene, è importante. Quanto viene letta questa notizia? Anche lì deve essere bravo il giornalista a trovare un titolo accattivante, a cercare di mettere una foto che possa cogliere l’attenzione del lettore e sperare che il lettore continui a leggere l’articolo.

Sono già poche le persone che leggono i giornali o guardano i telegiornali ma allora quanti sono e chi sono quelli che leggono le notizie locali?

Qui dobbiamo distinguere la carta stampata dal sito internet. Io lavoro con un gruppo editoriale che edita sei testate diverse tra le provincie di Roma e Latina ma sono testate gratuite, distribuite in rivendite, bar ecc,, per cui forse è più facile entrare nelle case della gente. Qual è il lettore medio? E’ quello che va a fare la spesa, che va al bar, un po’meno ragazzi che purtroppo non leggono. più che altro sono persone adulte, di una certa età e sono soprattutto non lettori, cioè coloro che non vanno a comprare il giornale in edicola però ben volentieri si prendono il giornale gratuito e lo sfogliano. La bravura del giornalista sta nel rendere questo sfogliare il giornale, quasi distratto, interessante per il lettore. Nelle case il giornale ci arriva ma può essere letto o essere usato per pulire i vetri. Se il giornalista è bravo a catturare l’attenzione del lettore distratto allora è riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Dare l’essenziale ma farlo in maniera giusta.

Diverso è per il sito internet locale: qui si va a cercare soprattutto la cronaca, il fatto del momento. C’è un incidente e si va subito a capire cosa sia successo, c’è del fumo, c’è un incendio, si va sul sito per cercare di capire cosa sta avvenendo. Sul web viene fruita molto di più la cronaca spicciola, le notizie del traffico ad esempio sono ricercatissime.

 

 

L’INTERVISTA

STEFANO CORTELLETTI

Giornalista – Il Caffè – Il Messaggero

16 Aprile 2021 – Abbiamo parlato di Covid: che non ha cancellato tutte le notizie ma ha forse messo in secondo piano le notizie estere. Abbiamo parlato del mondo dell’informazione: purtroppo è un business, ci sono notizie che fanno cliccare, altre no. E’ umiliante per un giornalista che crede nel suo mestiere dover seguire quello che vuole il pubblico. Ma è importante continuare a fare un certo tipo di informazione, giusta. Si è parlato del linguaggio dei media: anche le notizie più complesse andrebbero spigate in modo semplice per rendere il popolo più consapevole e meno influenzabile dalla politica della semplificazione. Abbiamo parlato di stampa locale: alternativa ai grandi media. E’ vicina alla gente, deve raccontare la cronaca ma anche spiegare i meccanismi politici e amministrativi perché non è vero che è sempre colpa dei governi. Riuscire a far leggere un titolo e una didascalia, in un mondo distratto, è un traguardo.

Da un anno si parla quasi esclusivamente di Covid, ci sono delle notizie che si sono perse, quali sono?

Ma guarda, no, tutto dipende dalla fonte a cui si attinge. Il Covid non ha messo in secondo piano altre notizie importanti, diciamo che il Covid è andato di pari passo con la politica, con le varie crisi di Governo, si è continuato a parlare di cronaca.

Magari si è un po’ trascurato quello che succede nel mondo e quindi ci si è dimenticati di molte guerre che sono ancora in corso, che fanno notizia soltanto quando viene ucciso qualche militare italiano. Indubbiamente la situazione internazionale è stata un po’ messa da parte e poi torna alla ribalta come successo con la crisi tra Erdogan e Draghi.

Comunque, le guerre come la Siria ce la siamo dimenticata, ad esempio. l’Afghanistan ce lo siamo dimenticato Tutto ciò che sta succedendo nell’Africa sub sahariana dove purtroppo c’è ancora una guerra che però fa notizia soltanto quando magari ci sono delle cose clamorose ed eclatanti come attentati con più di 50 – 60 morti. Forse la situazione internazionale viene un po’ messa da parte per il resto comunque la copertura c’è. Diciamo che è discutibile, magari, come vengono coperte determinate notizie: posso far l’esempio di un fatto di cronaca che è successo penso a metà marzo, quello relativo a un uomo investito da un autobus. La notizia era che aveva appena fatto il vaccino. Francamente accostare il vaccino a una morte per incidente è sicuramente fuori luogo e fa perdere quella che è la fiducia dei lettori nei confronti dei giornalisti.

Un’altra disinformazione che è stata fatta per esempio è quella relativa ad AstraZeneca: l’azienda ha deciso di dare il nome al vaccino e quindi non chiamarlo AstraZeneca come la società e qualcuno l’ha fatta passare come un rifarsi una verginità per cancellare le polemiche. Semplicemente hanno dato un nome a questo vaccino che veniva chiamato con il nome della società che è come se chiamassimo il Viagra Pfizer, tutto qui.”

Tu dici che anche le altre notizie vengono riportate. Ma gli si dà il giusto spazio? Per esempio ,nel Lazio l’arresto della responsabile del settore rifiuti della Regione Lazio, o la vendita di Iveco ai cinesi. Voglio dire sono state riportate le notizie ma non si è creato dibattito come è avvenuto invece con quella ragazzina scomparsa tanti anni fa. Non è un problema? Si coprono le notizie ma non se ne parla davvero?

Allora la ragazzina è diventata più un fatto di gossip che un fatto di cronaca che vent’anni fa ha fatto parlare tantissimo giornali e telegiornali. Adesso è stato ridotto a un semplice fatto televisivo e lo dimostra questo voler dare l’annuncio in diretta della prova del DNA tramite un canale televisivo russo. Sinceramente va un po’ a far scadere quello che è un dramma familiare, un dramma che poi ha coinvolto tutta l’Italia per cui io non la chiamerei notizia e la etichetterei come gossip.

Per quanto riguarda gli arresti clamorosi nel Lazio è vero che a livello nazionale se ne è parlato poco e anche vero che purtroppo c’è poco interesse, nel senso che la gente ormai si è rassegnata al fatto che secondo il sentire comune nella politica soprattutto se c’entrano i rifiuti c’è comunque del marcio ed è quasi scontato che ci siano degli arresti e delle inchieste.

Io non do tanto la colpa alla stampa anche se poi, soprattutto in provincia di Latina e quella di Frosinone, la stampa era coinvolta in un certo qual modo anche se indirettamente in questi arresti, perché comunque sappiamo che una delle persone coinvolte in questo scandalo dei rifiuti della regione Lazio è una persona vicina a un gruppo editoriale molto forte in provincia di Latina e Frosinone.  Questo un po’ ha fatto passare in secondo piano la notizia almeno in provincia di Latina e Frosinone. Comunque, il lettore non vuole saperne più di tanto, nel senso che non è interessato.  Purtroppo, il lettore medio è orientato più a leggere notizie che possono suscitare sensazioni. Paradossalmente fa più notizia un cagnolino ritrovato per strada che non un arresto per lo scandalo dei rifiuti

Tu dici che non è colpa dei media: però non dovrebbe essere il ruolo del giornalista quello di richiamare l’attenzione delle persone su quelle che sono davvero le notizie importanti e spiegare loro perché queste notizie li toccano più direttamente?

Qui purtroppo entra in ballo il business, entra in ballo il gioco dei clic, entra in ballo il gioco della vendita dei giornali. Sappiamo che ci sono delle notizie che fanno clic e quindi fanno guadagnare, altre notizie che sono importanti ma non fanno guadagnare, non fanno letture, quindi non creano pubblicità.  Ecco perché dico che non è poi così tanto colpa della stampa, dei giornali e dei giornalisti

E’ colpa forse di un sistema che ci porta a dover seguire tutto quello che vogliono leggere le persone. L’anno scorso l’ho vissuto in prima persona. Io faccio il giornalista per diverse testate, anche nazionali, mi sono reso conto che le notizie che non riguardavano il Covid venivano completamente ignorate perché la gente voleva sapere soltanto di Covid e paradossalmente anche se andavi a dare notizie importanti per cercare di alleggerire un poco una situazione abbastanza pesante, stavamo vivendo il primo lockdown, comunque ti ignoravano se non parlavi di Covid. Per questo dico che purtroppo il giornale e il giornalista deve seguire l’onda emotiva della popolazione.

Da questo punto di vista secondo te c’è una differenza tra i media mainstream e i più piccoli alternativi, nel senso che i grandi ricevono finanziamenti ma ne vogliono sempre di più, vogliono sempre più soldi. I piccoli sono più liberi rispetto a questo, possono andare a cercare le notizie meno popolari e più interessanti?

Indubbiamente i piccoli media devono comunque essere alternativi, non possono fare la guerra ai grandi colossi dell’informazione come Corriere, Repubblica, il Messaggero, per cui devono trovarsi una loro fetta di mercato, una loro fetta di lettori che non seguono quello che è il settore di riconoscimento della testata nazionale importante.

Per cui si ci provano. Con quali risultati? Non lo so. Indubbiamente va premiato un lavoro che cerca di differenziare l’informazione. Se non fosse stato per i piccoli media magari determinati scandali non sarebbero mai usciti però certo è difficile. Si tratta di un mondo molto particolare e purtroppo come dicevo prima l’economia e la necessità di fare soldi sulle notizie poi alla fine fa prevalere un linea editoriale rispetto ad un’altra

Da giornalista quanto è frustrante questo: non poter andare a seguire notizie che consideri importanti e invece dover trovare notizie che consideri più superficiali che però interessano alla gente?

Non è frustrante è umiliante per una persona che crede in questo lavoro, che crede nell’informazione, che vive il giornalismo come missione. Ti rendi conto che purtroppo devi assecondare quello che è il lettore e non stiamo parlando di assecondare l’editore ma di assecondare il lettore che è ancora peggio. E’ come se dall’altra parte tu non avessi un pubblico attento ma avessi un pubblico distratto per cui qualsiasi cosa tu faccia, se non è quello che loro vogliono sentirsi dire, diventa tempo perso.

Io penso comunque che sia importante continuare a fare un certo tipo di informazione, sia importante continuare a dare tutte le informazioni nel modo giusto, a darle nel modo equilibrato. Se c’è da bastonare giusto bastonare se c’è da fare i complimenti è giusto fare i complimenti. Quanto avrà successo questo modo di fare giornalismo questo non lo so e purtroppo sarà un risultato che potremmo vedere soltanto a lungo termine.

Si parla molto di populismo, in modo negativo. Gli intellettuali sostengono che bisogna alzare il livello. Ma non sarebbe invece importante spiegare in modo semplice anche notizie che sembrano lontane e in realtà toccano la quotidianità delle persone?

Ci sono alcune testate che hanno la puzza sotto il naso e fanno sentire i lettori ignoranti e questo è un grande limite perché molto spesso alcune testate si rivolgono a un pubblico ben determinato, a una fascia di lettori con una cultura medio alta. Io ti dico che spesso leggendo alcuni articoli di alcune testate blasonate mi sento un po’ stupido e non li capisco. Io leggo, mi informo, guardo tantissimi telegiornali facendo questo lavoro e apprendo anche dalle fonti dirette.

Per cui tante notizie io le conosco prima che escano sulla stampa e sui siti. A volte mi sento ignorante perchè leggo determinate vicende soprattutto a livello economico e non riesco a comprendere nonostante io abbia la mia laurea, abbia il mio background culturale, abbia comunque la mia esperienza. Per cui io direi che forse è  il caso che la stampa provi a spiegare anche al cittadino medio e se vuole veramente informare debba spiegare quello che sta accadendo, perché determinati meccanismi finanziari sono fondamentali anche per la sopravvivenza stessa del pianeta .

Se spiegati con tecnicismi non arrivano: ad esempio trovo molto interessante una rubrica di Sky Tg 24 che spiega la politica in modo semplice spiegando alcune funzioni che sono fondamentali per il mantenimento del tessuto economico. Ecco queste vengono spiegate con parole semplici, non banalizzate. Ci sono modi diversi per dire la stessa cosa.

Sto leggendo il libro di Roger Abravanel “Aristocrazia  2.0”.  Lui sostiene che l’aristocrazia moderna si identifichi con chi ha istruzione non con chi ha un titolo nobiliare. In sostanza i figli di persone acculturate avranno più possibilità di arrivare. Non è vera meritocrazia ma una vera aristocrazia perché chi non ne fa parte ha molte più strade precluse.  Credi sia vero?

Magari ci fosse la meritocrazia in Italia, purtroppo sappiamo perfettamente che non è così. La meritocrazia resta ancora un obiettivo non raggiungibile al momento: purtroppo in Italia chi è più bravo e studia viene messo da parte da chi riesce a fare strada in maniera alternativa, non dico poco lecita ma in maniera alternativa, cioè raggiunge la stessa meta senza spaccarsi le ossa.

Il populismo politico purtroppo colpisce una grande parte di popolazione che si sente esclusa, che banalizza spesso gli argomenti. Prendiamo ad esempio l’immigrazione, per tornare un attimo alla prima domanda cioè di cosa non si è parlato in questo periodo di Covid.

Si è parlato forse meno di sbarchi, ma diciamo pure che forse se ne è parlato troppo prima , troppo e male.

Io penso che in realtà l’immigrazione sia un fenomeno naturale che c’è sempre stato. Affrontare l’immigrazione come ghettizzare il diverso, questo sicuramente ha fatto male a quello che è il nostro sentire, però purtroppo è andato a colpire un momento storico in cui gli italiani si sentono carenti di soldi, di attenzione per cui c’è sempre questa attenzione morbosa sullo straniero. Celebre lo slogan prima gli italiani, che non vuol dire niente.  Mi riallaccio alla meritocrazia: che vuol dire prima gli italiani?  Prima i meritevoli. Poi se ci sono dei cittadini diventati italiani ma nati in Stati sono da considerarsi italiani per cui la meritocrazia, teoricamente, dovrebbe far riuscire chi è più bravo e basta.

Il sovranismo ha purtroppo creato questo spauracchio del vederci uno straniero che ci scavalca, eppure vediamo che tutti i direttori dei musei più importanti a livello nazionale sono stranieri. Qui non si può fare un discorso “prima gli italiani” prima i più bravi, tutto qua

Tornando al discorso dei media e dei soldi: spiegare le notizie in modo più semplice e interessante non allargherebbe il bacino d’utenza e quindi renderebbe anche più interessante il tutto anche dal punto di vista economico?

Ma indubbiamente rendere le notizie più leggibili converrebbe a tutti. C’è quell’Elite di cui parlavi che comunque continua a portare avanti il suo modo di vedere il mondo, si sente depositaria di un sapere che magari il “populino “non riesce a comprendere.

Comunque si converrebbe a tutti quanti semplificare. Capire i meccanismi dell’economia, ad esempio ci renderebbe più consapevoli di certe scelte. Troppo facile dire, ad esempio, il Governo vuole farci chiudere, ci sta uccidendo, perché non stanzia soldi. Ecco andrebbe spiegato alle persone che ci sono dei meccanismi che non possono essere derogati.

Il compito della stampa dovrebbe essere quello di far capire alle persone che non sono tutti brutti sporchi e cattivi quelli che ci comandano, semplicemente stanno scegliendo in maniera tale da rendere la situazione che stiamo vivendo più sopportabile per tutti quanti. I soldi non si coltivano nel campo dei miracoli, i soldi arrivano dalla pressione fiscale, chi non paga le tasse è corresponsabile di una situazione di crisi diffusa.

Non è vero che ci comanda e ci governa vuole fare il disinteresse della classe medio bassa perché non conviene a nessuno avere una fascia di povertà molto ampia, perché significa avere persone che non pagano le tasse. Capire il funzionamento di un bilancio dello Stato, capire che la coperta è quella, sarebbe molto più conveniente per tutti. Molto speso non c’è tempo, non c’è voglia. Non voglio vederci dietrologia in questo., spesso i miei colleghi fanno un lavoro molto approssimativo: è molto più facile scrivere come ti viene piuttosto che impegnarti a far capire. Mettiamoci anche che i giornalisti sono pagati poco, per cui o la vivi come missione o altrimenti cerchi di portare a casa la pagnotta e via. Ci vorrebbe più responsabilità da parte del giornalista per comprendere che il giornalismo è una missione più che un semplice lavoro.

Mi diverte far notare spesso, che solo nella lingua italiana esiste l’espressione “Piove governo ladro”. Secondo te da dove proviene e come si può uscire da questa mentalità per cui si da sempre tute le colpe al Governo?

Beh, piove governo ladro, mi pare si riferisse a una tassa sulla pioggia messa nel medioevo. Significava che per ogni giorno di pioggia i contadini avrebbero pagato tasse. Da lì poi diventò, con il primo governo Monti, piove governo di larghe intese. Comunque, la colpa è sempre di qualcuno e fa comodo per le persone dare la colpa a qualcun altro.

Quando Kennedy disse non chiedetevi cosa può fare l’America per voi ma cosa voi potete fare per l’America era una frase all’epoca tropo innovativa ma lo sarebbe anche oggi perché in realtà è il cittadino che dovrebbe essere il primo fautore del cambiamento. Invece fa comodo rimanere seduti sulla propria poltrona e lamentarsi di tutto e di tutti.

Piove governo ladro purtroppo è lo specchio di quello che viviamo. Un cittadino tedesco americano non direbbe mai piove governo ladro, questo purtroppo è un nostro limite, che viene cavalcato da certa politica che gioca sulla semplificazione dei problemi per ottenere consensi. Io piove governo ladro non lo direi mai

Tu scrivi anche per un media locale. Quanto è importane l’informazione che parla di eventi molto vicini alle persone?

E’ esattamente quello che succede a livello nazionale. A livello locale è importante che le persone si sentano coinvolte nella vita politica della città in cui vivono. Per cui capire cosa accade a livello politico e cercare di interessarle a quello che avviene è un compito del giornalista locale. Perché si, c’è il governo nazionale ma poi ci sono i tributi locali da pagare, ci sono i lampioni che a volte sono spenti, le strade da sistemare, c’è l’immondizia che non viene raccolta in maniera puntuale, ci sono le discariche abusive. Perché accade questo? Sempre perché è colpa del governo ladro e quindi quello che accade a livello nazionale viene riportata a livello locale per cercare di addossare una colpa sempre a chi governa?

Ecco qui il compito del giornalista locale: cercare di spiegare cosa accade, le dinamiche, cercare di informare i cittadini che quando vanno al voto, una volta ogni cinque anni, poi viene eletto un consiglio comunale, poi viene nominata dal sindaco una giunta e c’è un lavoro che non è un lavoro che fanno per interessi personali.

Io lavoro anche con la pubblica amministrazione e posso dire che rubare è davvero molti difficile, è quasi impossibile. Con le restrizioni e i paletti che sono stati messi soprattutto negli ultimi dieci anni, l’amministratore è diventato un burocrate. Non c’è più la scelta politica che può fare un amministratore, perché son talmente tanti i paletti da rispettare che ormai anche lo stesso bilancio comunale è ingessato.

Per cui spiegare anche questo alle persone, che non è sempre colpa di chi ci governa se non vengono riparate le strade, che non è sempre colpa dell’assessore di turno se la raccolta differenziata non va bene, è importante. Quanto viene letta questa notizia? Anche lì deve essere bravo il giornalista a trovare un titolo accattivante, a cercare di mettere una foto che possa cogliere l’attenzione del lettore e sperare che il lettore continui a leggere l’articolo.

Sono già poche le persone che leggono i giornali o guardano i telegiornali ma allora quanti sono e chi sono quelli che leggono le notizie locali?

Qui dobbiamo distinguere la carta stampata dal sito internet. Io lavoro con un gruppo editoriale che edita sei testate diverse tra le provincie di Roma e Latina ma sono testate gratuite, distribuite in rivendite, bar ecc,, per cui forse è più facile entrare nelle case della gente. Qual è il lettore medio? E’ quello che va a fare la spesa, che va al bar, un po’meno ragazzi che purtroppo non leggono. più che altro sono persone adulte, di una certa età e sono soprattutto non lettori, cioè coloro che non vanno a comprare il giornale in edicola però ben volentieri si prendono il giornale gratuito e lo sfogliano. La bravura del giornalista sta nel rendere questo sfogliare il giornale, quasi distratto, interessante per il lettore. Nelle case il giornale ci arriva ma può essere letto o essere usato per pulire i vetri. Se il giornalista è bravo a catturare l’attenzione del lettore distratto allora è riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Dare l’essenziale ma farlo in maniera giusta.

Diverso è per il sito internet locale: qui si va a cercare soprattutto la cronaca, il fatto del momento. C’è un incidente e si va subito a capire cosa sia successo, c’è del fumo, c’è un incendio, si va sul sito per cercare di capire cosa sta avvenendo. Sul web viene fruita molto di più la cronaca spicciola, le notizie del traffico ad esempio sono ricercatissime.

 

 

LE DOMANDE PER VOI

  • Quali sono le vostre principali fonti di informazione e perché?
  • Prima di commentare o condividere una notizia, andate a cercare altre fonti per assicurarvi ch esia vera?
  • Tutte le informazioni sul Covid hanno portato a seguire le regole anti contagio?

UMILIANTE DOVER SEGUIRE IL LETTORE DISTRATTO

VOI COSA NE PENSATE?

Quali sono le vostre principali fonti di informazione e perché? – Prima di commentare e condividere una notizia, cercate altre fonti per confermarla? – Tutte le informazioni sul Covid hanno portato a seguire le regole anti contagio?